Il sostituto procuratore Francesca Saccone ha proposto l'archiviazione, ma i familiari della vittima, rappresentati dall'avvocato Stefano Maccioni, si sono opposti. Ecco perchè è stata fissata per il prossimo 21 dicembre una camera di consiglio dinanzi al gip Loredana Camerlengo, che dovrà decidere se chiudere definitivamente, o far proseguire, l'indagine a carico di un medico di Cusano Mutri – è difeso dall'avvocato Antonio Di Santo – chiamato in causa per la morte, avvenuta il 2 marzo del 2017, di Domenico Cassella, 32 anni, uno chef di Cusano Mutri molto noto.
Secondo una prima ricostruzione, il 32enne avrebbe accusato un dolore ad un braccio che lo avrebbe spinto a chiedere una visita al sanitario finito sott'inchiesta, che conosceva. Il professionista gli avrebbe praticato un elettrocardiogramma, risultato negativo, e, poi, dopo avergli somministrato della cardioaspirina, gli avrebbe consigliato di raggiungere un ospedale per sottoporsi ad alcuni esami del sangue: una circostanza, quest'ultima, esclusa dai congiunti del cuoco.
Una volta tornato al ristorante, Domenico Cassella era stato colpito da un malore che non gli aveva dato scampo. Inutile qualsiasi tentativo di rianimarlo. Un dramma cheaveva avuto una vasta eco perchè il giovane era molto conosciuto ed apprezzato per il modo in cui svolgeva il suo lavoro nel locale che gestiva.
L'autopsia era stata affidata alla dottoressa Natascha Pascale, di Foggia, che ha concluso per una morte dovuta ad uno scompenso cardiaco acuto in una persona già affetta da alcune patologie, e “causalmente svincolata dalle condotte del sanitario che lo ebbe in cura”.
Del tutto diverse le argomentazioni delle parti offese, che, oltre ad esprimere rilievi critici nei confronti del consulente del pm, hanno chiesto di ascoltare alcune persone e che venga disposto il sequestro dell'apparecchio con il quale era stato praticato l'ecg al 32enne.
Esp
