Gestione discarica di Piano Borea, tutti assolti

La sentenza del Tribunale per Lonardo, Romito, Giorgione, Cossiga e Pepe

gestione discarica di piano borea tutti assolti
Benevento.  

Era quanto avevano sollecitato le difese: tutte assolte le cinque persone tirate in ballo da un’indagine del sostituto procuratore Antonio Clemente e della forestale sulla gestione dei rifiuti nell'ex discarica di Piano Borea.

Mancava qualche minuto alle 15 quando il Tribunale (presidente Fallarino, a latere Rotili e Telaro) ha letto il dispositivo della sentenza con la quale ha assolto Lucio Lonardo e Massimo Romito – avvocati Carmine Lombardi e Nazzareno Lanni-, rispettivamente presidente e direttore tecnico dell'Asia, accusati di abbandono di rifiuti, omissione in atti di ufficio (il fatto non sussiste) e gestione di una discarica non autorizzata (il fatto non costituisce reato); l'ex presidente del Consorzio rifiuti Bn1, Gerardo Giorgione (avvocati Vincenzo Sguera e Viviana Olivieri), imputato di abbandono rifiuti e omissione in atti di ufficio (il fatto non sussiste); Carmine Cossiga (avvocato Luigi De Vita), di Napoli, commissario liquidatore dello stesso Consorzio, che rispondeva di abbandono di rifiuti (il fatto non costituisce reato) e omissione in atti di ufficio (il fatto non sussiste); l'ex sindaco Fausto Pepe (avvocato Sergio Rando), al quale era stata contestata solo l' omissione in atti di ufficio (il fatto non sussiste).

Il pm d'udienza Maria Gabriella Di Lauro aveva proposto le condanne di Lonardo e Romito a 1 anno e 4 mesi, di Giorgione a 6 mesi, e l'assoluzione di Cossiga e Pepe.

Come più volte ricordato, l'inchiesta era stata centrata sia sull'area che comprende la vecchia discarica ormai dismessa, negli anni scorsi utilizzata dai comuni aderenti al Consorzio Bn1, sia sulle due vasche realizzate dal Comune di Benevento nel giugno del 2007 per lo stoccaggio temporaneo di rifiuti derivanti dalla raccolta differenziata.

Secondo la Procura, due vasche equivalenti ad una discarica non autorizzata. E' questo il versante per il quale erano stati chiamati in causa Lonardo e Romito, che «non avrebbero fatto rimuovere il percolato presente e non avrebbero adottato tutti gli atti idonei ad impedire che acque meteoriche miste a liquidi di percolato di discarica e colaticci provenienti dalla gestione dei rifiuti penetrassero nel suolo e nel sottosuolo in modo incontrollato».

Il coinvolgimento di Cossiga e Giorgione riguardava invece le vasche 1 e 2 dell'ex discarica: anche loro – a detta degli inquirenti – «non avrebbero fatto rimuovere acque meteoriche miste a liquidi di percolato di discarica e colaticci provenienti dalla gestione dei rifiuti», e non avrebbero messo in campo le misure necessarie ad evitare che «tali rifiuti  penetrassero nel suolo e nel sottosuolo in modo incontrollato, rifiuti provenienti dalla vasca 1 e 2 dell'ex discarica». Due situazioni rispetto alle quali Pepe non avrebbe adottato i provvedimenti utili a fronteggiarle.

Oggi pomeriggio l'epilogo del processo: tutti assolti.

“Ho sempre avuto fiducia nella giustizia”, ha commentato l'avvocato Gerardo Giorgione, che ha poi espresso il suo “grazie ai difensori per il lavoro svolto”.