Parco Cellarulo, "a direttore dei lavori non piaceva progetto"

Mani sulla città, in aula più testimoni della difesa

Benevento.  

Doveva essere, nei piani, l'udienza che avrebbe chiuso l'istruttoria dibattimentale, avviata quattro anni fa, del processo denominato Mani sulla città, nato da un'indagine della Digos e del sostituto procuratore Antonio Clemente su appalti e forniture di beni e servizi del Comune di Benevento. A quel punto, lo spazio sarebbe stato occupato dalla discussione e, poi, dalla sentenza. Ma non è andata così, ecco perché è stato necessario fissare un ulteriore appuntamento in aula – 17 gennaio - riservato ai testi della difesa.

Quelli ascoltati questa mattina hanno riguardato (in tre casi) le posizioni dell'ex assessore Luigi Boccalone (avvocato Gino De Pietro) e degli imprenditori Pietro Ciardiello, Mario Siciliano e Luigi Tedesco. Dinanzi al Tribunale si sono alternate persone che, rispondendo alle domande dell'avvocato Roberto Prozzo e del pm Assunta Tillo, hanno riferito su una serie di circostanze riguardanti i lavori dei marciapiedi a Pacevecchia e del Parco archeologico di contrada Cellarulo.

Del cantiere di quest'ultima opera era responsabile un geometra che ha ricordato come all'architetto comunale Andrea Scocca, anch'egli a giudizio, direttore dei lavori, “non piacesse il progetto che aveva vinto. Per questo c'erano rallentamenti e discussioni, ci consentiva di eseguire solo i lavori che ordinava lui, che aveva scelto alcuni materiali, le piante, un certo tipo di gabbiotto da installare lungo il fiume. E' evidente che, cambiando lavorazione e materiale, cambiava anche la contabilizzazione”. E ancora: “Non aveva un rapporto idilliaco, peraltro ricambiato, con gli altri tecnici e dipendenti di Palazzo Mosti”, ha concluso.

Nonostante l'acquisizione della sua consulenza, redatta nell'interesse di Siciliano e dell'ingegnere Giovanni Racioppi (avvocati Marcello D'Auria e Massimiliano Cornacchione), uno dei quaranta imputati, ha deposto anche l'ingegnere Alessandro Rainone. Sua la firma in calce ad una relazione preparata “dopo alcuni sopralluoghi, la visione della documentazione e la sua valutazione in rapporto alla normativa vigente”, e centrata sulle condotte dell'impresa esecutrice degli interventi di Parco Cellarulo e sul ruolo svolto da Racioppi come Rup per la pedonalizzazione del centro storico.