La difesa, rappresentata dall'avvocato Angelo Leone, aveva chiesto la rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale e, soprattutto, una perizia medico-legale, per superare le opposte valutazioni della dottoressa Monica Fonzo, che aveva curato l'autopsia per la Procura, e del suo consulente, Fernando Panarese.
Ma, come avvenuto in primo grado, anche la Corte di assise d'appello (relatore il giudice Vittorio Melito, in passato in servizio presso il Tribunale sannita) ha detto no, fissando per il 15 ed il 22 gennaio la discussione delle parti nel processo a carico di Paolo Messina 36 anni, di Benevento, imprenditore termoidraulico, che il 31 ottobre del 2017 la Corte di assise di Benevento aveva condannato a 25 anni – 5 in meno di quelli proposti dal pm Miriam Lapalorcia - per l'omicidio, peraltro confessato, di Antonello Rosiello, 41 anni, anch'egli della città, imprenditore nel settore della pasta, ammazzato a colpi di pistola in via Pisacane, al rione Libertà, nelle prime ore del 25 novembre 2013.
Per Messina anche il risarcimento dei danni, da liquidarsi in separata sede, in favore delle parti civili, e il pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva in favore delle stesse. In particolare, 50mila euro a testa alla moglie e al figlio di Rosiello, 25mila euro ciascuno per i tre fratelli e la madre, assistiti dagli avvocati Vincenzo Regardi, Vincenzo Sguera, Viviana Olivieri e Massimiliano Cornacchione.
I giudici avevano stabilito che si era trattato di un omicidio volontario e non di legittima difesa, la tesi per la quale si era spesa la difesa. Come si ricorderà, Messina, che nel gennaio 2015 era tornato in libertà per decorrenza dei termini, non era stato presente alla lettura del dispositivo della sentenza. Era infatti fuggito in Croazia, dove era arrivato dopo un viaggio in moto di 1600 chilometri, e dove la Squadra mobile lo aveva scovato a distanza di ventiquattro giorni. A gennaio 2018 la sua estradizione in Italia, l'arresto ed il trasferimento in carcere.
