Regardi: ecco le nostre idee, confronto pubblico con Mazzeo

Elezioni degli avvocati, una nota di Vincenzo Regardi, candidato presidente di Rinnovamento

Venerdì la definizione della Commissione elettorale che dovrà pronunciarsi sulle 52 candidature

Benevento.  

“Su questi ed altri argomenti di interesse per l’Avvocatura, mi piacerebbe avere, con il Collega Mazzeo, un confronto pubblico, da svolgersi in Tribunale o dovunque Egli vorrà, anche presso la sede di una emittente televisiva interessata, se questo dovesse servire a raggiungere quanti più colleghi possibile. Perchè, solo affrontando questi temi l’Avvocatura potrà scegliere se dar ragione a Bonafede o a Calamandrei”.

Si chiude così una nota dell'avvocato Vincenzo Regardi, candidato presidente del gruppo Rinnovamento alle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio dell'Ordine forense. Un appuntamento in programma dal 17 al 19 gennaio, sempre che non intervengano novità, in vista del quale il parlamentino uscente si riunirà venerdì pomeriggio per definire la commissione elettorale – ne faranno parte tutti i 29 legali che hanno espresso la loro disponibilità – che dovrà pronunciarsi sulle 52 candidature presentate.

Sullo sfondo la questione del doppio mandato che precluderebbe un'ulteriore discesa in campo, dalla quale parte Regardi, spiegando che “la campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Benevento è stata, giocoforza, assorbita dalla nota questione sulla ineleggibilità/incandidabilità di alcuni dei consiglieri uscenti. E per quanto questo argomento rappresenti la cartina al tornasole del “rispetto delle regole”, non può, anzi, non deve “distrarci” dalle altre questioni che intendiamo mettere sul tappeto. Mi riferisco, ad esempio, al tema del recupero della dignità e credibilità che la nostra funzione ha smarrito, passando da asse pensante e portante della nostra società ad un ruolo secondario, mal sopportato ed, anzi, additato con sufficienza e quasi disprezzo. Al contrario di quanto possa superficialmente pensarsi, il ruolo dell’Avvocatura deve essere recuperato partendo dalla base, ovverosia dagli iscritti agli Ordini territoriali”.

Secondo Regardi, “ciò potrà avvenire, ad esempio, attraverso una formazione concretamente qualificata, che possa sopperire alla assenza dei grandi Maestri. Si dovrà, poi, ricalibrare il rapporto con la Magistratura, in modo da pretendere il confronto su ogni iniziativa organizzativa che, direttamente o indirettamente (apertura degli uffici e delle cancellerie, regolamentazione delle udienze, etc) incide sull’attività professionale svolta, è opportuno ricordarlo, nell’interesse del cittadino. A tal proposito, l’istituzione di gruppi di studio, aperti anche alla presenza di accademici ed Avvocati del libero foro, potrà rappresentare un’occasione per proposte legislative nelle materie oggetto di riforme o per affrontare gli aspetti concreti della nostra professione”.

E ancora: “Vorremmo, poi, proporre l’istituzione di una sorta di “sportello per l’Avvocato” per non lasciare i colleghi soli a difendere le loro istanze, raccogliendo direttamente le loro segnalazioni e rendendo concreta l’interlocuzione con la Presidenza del Tribunale e la Procura della Repubblica sui temi comuni, nonché realizzare il reale coinvolgimento delle Associazioni.

Ma vorremo fare, anche, un “salto indietro”, riproponendo la pubblicazione di una nostra rivista, anche telematica, adeguandola ai tempi. Ecco, su questi ed altri argomenti di interesse per l’Avvocatura, mi piacerebbe avere, con il Collega Mazzeo, un confronto pubblico, da svolgersi in Tribunale o dovunque Egli vorrà, anche presso la sede di una emittente televisiva interessata, se questo dovesse servire a raggiungere quanti più colleghi possibile. Perchè, solo affrontando questi temi l’Avvocatura potrà scegliere se dar ragione a Bonafede o a Calamandrei”.