Inchiesta centri migranti, 37 richieste di rinvio a giudizio

Proposte dalla Procura, udienza preliminare il 9 maggio

Benevento.  

Sono trentasette le persone - tre in meno rispetto all'avviso di conclusione delle indagini – per le quali il procuratore aggiunto Giovanni Conzo e i sostituti Patrizia Filomena Rosa e Maria Gabriella Di Lauro hanno chiesto il rinvio a giudizio nell'inchiesta, condotta dalla Digos, sulla gestione di alcuni centri per migranti nel Sannio. Attenzione puntata sul consorzio Maleventum, sulle dodici strutture che ad esso facevano direttamente capo e su una tredicesima riconducibile ad una cooperativa consorziata.

Le accuse, a vario titolo: truffa ai danni dello Stato per il conseguimento di erogazioni pubbliche, frode in pubbliche forniture, corruzione e rivelazione di segreti d’ufficio. L'udienza preliminare è in programma il prossimo 9 maggio, quando il gup Loredana Camerlengo si pronuncerà sugli imputati, il cui elenco si apre con coloro che il 21 giugno del 2018 erano finiti agli arresti domiciliari sulla scorta di un'ordinanza del gip Gelsomina Palmieri: Paolo Di Donato, 48 anni, di Sant'Agata dei Goti, ex amministratore e da qualche anno consulente del consorzio Maleventum; Giuseppe Pavone, 53 anni, di Benevento, dipendente del ministero della Giustizia che all'epoca lavorava in Procura; Felice Panzone, 58 anni, di Montecalvo Irpino, fino al gennaio 2017 funzionario aggregato alla Prefettura di Benevento; Salvatore Ruta, 58 anni, carabiniere in servizio alla Compagnia di Montesarchio, da un anno e mezzo in aspettativa e Angelo Collarile, 46 anni, di Benevento, dipendente del centro Luanfra, di cui viene considerato dagli inquirenti il gestore di fatto.

Tutti avevano respinto gli addebiti, poi il Riesame, annullando alcune contestazioni, aveva disposto l'obbligo di firma per Collarile e riformato la misura a carico di Panzone (sospensione per 12 mesi), Ruta, Pavone (per entrambi la sospensione per 6 mesi), confermando gli arresti in casa solo per Di Donato, ma dopo aver annullato oltre la metà dei capi di accusa nei suoi confronti.

Di Donato era poi tornato in libertà ad ottobre, mentre a dicembre la Cassazione aveva annullato l'ordinanza del Riesame, con rinvio degli atti, per una ulteriore decisione, dinanzi ad una diversa sezione dello stesso Tribunale di Napoli.

Pur proposta dalla Procura, nessuna misura era invece stata applicata all'epoca, dal Gip, per Elio Ouechtati, 27 anni, di Montesarchio, indicato come amministratore solo formale di Maleventum; Carmelo Rame, 63 anni, di Montesarchio, Giovanni Pollastro, 31 anni, di Sant'Agata dei Goti, Bruno Tornusciolo, 70 anni, di Sant'Angelo a Cupolo, Nicola Calicchio, 37 anni, di Sant'Angelo a Cupolo, Salvatore Sorriento, 40 anni, di Gricignano, Michele Mammaro, 31 anni, di Sant'Angelo a Cupolo, Domenico Coppolaro, 63 anni, di Campoli Monte del Taburno, Cosimo Matarazzo, 57 anni, di Vitulano, Lucio Di Maio, 55 anni, di Napoli, ex funzionario della questura di Benevento addetto all'ufficio immigrazione.

Nessuna richiesta cautelare aveva invece riguardato Livio Ascierto, 44 anni, di Sant'Agata dei Goti, Mohammed Moctar, 30 anni, Carmine De Rosa, 60 anni, di Sant'Agata dei Goti, Alberto Parente, 56 anni, di Cervinara, Gianpiero Mennone, 45 anni, di Castelvenere, Giuseppe Caligiure, 70 anni, di Sant'Agata dei Goti, Maurizio Marinaro, 58 anni, di Sant'Agata dei Goti, Antonio Calvano, 39 anni, di Frasso Telesino, Nicola Parricelli, 51 anni, di Sant'Agata, Enzo Crescenzo Izzo, 32 anni, di Sant'Agata dei Goti, Maria Patierno, 50 anni, di Sant'Agata dei Goti, Antonio Caporaso, 60 anni, di Campoli, Loreto Izzo, 21 anni, di Sant'Agata, Pasquale Melisi, 51 anni, di Airola, Nunzio Melisi, 22 anni, di Sant'Agata, Carmine Della Gatta, 44 anni, di Gricignano, Paola Cantone, 45 anni, di Lusciano, Rocco Abbatiello, 53 anni, di Durazzano, Angelina Maria Rita Pastore, 54 anni, di Morcone, Giuseppina Pastore, 49 anni, di San Giovanni in Fiore, Rolando Di Bernardo, 53 anni, di Benevento, Nunzia Romano, 46 anni, di Sant'Angelo a Cupolo.

Tra i destinatari della richiesta di processo non figurano più, invece, Nicola Caporaso, 31 anni, di Apollosa, Salvatore Buzzo, 49 anni, di Caserta, Giuseppe De Simone, 50 anni, di Montesarchio, per le cui posizioni è probabile sia stata proposta l'archiviazione.

Ad onor di cronaca va precisato che Nicola Caporaso, Buzzo e De Simone erano stati tirati in ballo, in concorso con Ruta, Crescenzo e Loreto Izzo, Patierno e Antonio Caporaso, per un presunto falso incidente stradale, mentre ai due Melisi, sempre con Ruta, viene contestata l'installazione di richiami illegali per quaglie. Vicende che non c'entrano con quelle dei migranti, inserite però nel quadro investigativo complessivo.

Sono impegnati nella difesa gli avvocati Pietro Farina, Vittorio Fucci, Alessio Lazazzera, Carmine Monaco, Luca Guerra, Giovanni Procaccini, Antonio Verde, Angelo Leone, Nazzareno Fiorenza, Valeria Verrusio, Feliciano Salierno, Clara Niola, Andrea De Longis junior, Antonio Biscardi, Raffaele Scarinzi, Paolo Piccialli, Mario Feo, Rossana Perillo, Grazia Luongo, Antonella Maffei, Antonella Moscato, Giovanni Cantelli, Mariangela Crisci, Maria Teresa Del Ciampo, Luigi Morrione, Roberto Pulcino, Giovannino Rossi, Pasquale Matera, e Danilo Parente.