"Eugenio era il mio migliore amico...", Giuseppe torna libero

Nessuna misura per il 18enne arrestato dopo l'incidente nel quale è morto il 23enne di Tocco

Benevento.  

Eugenio Caserta era il suo “migliore amico”, e quella maledetta sera che gli è costata la vita, lui non la dimenticherà mai più. Lui è Giuseppe Coppolaro, 18 anni, finito agli arresti domiciliari con l'accusa di omicidio stradale, contestata dal sostituto procuratore Francesca Saccone per la morte del 23enne di Tocco Caudio, vittima di un incidente accaduto intorno alle 23 del 10 gennaio a Campoli Monte Taburno.

Assistito dall'avvocato Carlo Iannace, il giovane è comparso questa mattina dinanzi al gip Loredana Camerlengo, per la convalida dell'arresto. Un appuntamento nel corso del quale ha espresso tutto il dolore per il dramma, offrendo la sua ricostruzione. Eugenio e Giuseppe avevano lasciato temporaneamente una festa con alcuni amici per raggiungere Tocco Caudio e prelevare un organetto.

Giuseppe si era messo alla guida di una vecchia Punto, Eugenio era al suo fianco. All'altezza della seconda di una doppia curva in discesa – ha sostenuto l'indagato -, l'auto aveva improvvisamente perso aderenza con l'asfalto, lui aveva provato a frenare ma la macchina era andata dritto, schiantandosi contro il muretto di un'abitazione.

Ad avere la peggio era stato il 23enne, il cui cuore aveva cessato di battere per sempr,  al Rummo, per la gravità delle lesioni riportate. Il 18enne era stato fermato dai carabinieri dopo i test che servono a stabilire l'assunzione di alcol e droga. Due dati rispetto ai quali la difesa ha fatto notare che il tasso alcolemico (“0,6 milligrammi per litro”) era inferiore a quello soglia, e che la positività agli stupefacenti era relativa ad uno spinello fumato nei giorni precedenti.

Al termine, il giudice, dopo aver ravvisato la necessità di accertamenti sulle condizioni meteo e del manto stradale teatro della tragedia, ha rimesso in libertà Giuseppe Coppolaro.