E' rimasto per circa un mese a bocca chiusa, avvalendosi della facoltà di restarsene in un silenzio che ha rotto soltanto oggi, dopo aver chiesto di essere interrogato dal sostituto procuratore Francesco Sansobrino.
In carcere dallo scorso 28 dicembre perchè accusato di essere l'autista della Fiat Croma usata per uccidere Giuseppe Matarazzo, il 45enne pastore di Frasso Telesino ammazzato a colpi di pistola il 19 luglio del 2018 dinanzi alla sua abitazione alla contrada Selva, Generoso Nasta (avvocato Orlando Sgambati), 31 anni, di San Felice a Cancello, ha deciso di offrire la sua versione sulle circostanze contestate. Lo ha fatto non solo rivendicando la propria estraneità, ma anche fornendo una serie di indicazioni, con tanto di nomi e cognomi.
Quelli delle persone dinanzi alle quali in due occasioni – a luglio ed ottobre -Giuseppe Massaro (avvocato Alessandro Della Ratta), 56 anni, di Sant'Agata dei Goti, anch'egli in carcere perchè avrebbe messo a disposizione la macchina e la pistola, avrebbe riferito di essere lui il presunto autore dell'omicidio. Parole che avrebbe poi ripetuto anche ad alcuni detenuti.
Quanto alla sua posizione, Nasta ha respinto ogni addebito, sostenendo che la sera del delitto era in un negozio di Acerra, così come dimostrerebbe uno scontrino, e di non essere mai stato, dunque, alla guida della Croma. Che - ha aggiunto – potrebbe essere stata condotta da un uomo che per fattezze gli somiglia molto, uno di quelli in compagnia di Massaro.
Dichiarazioni che ora dovranno essere riscontrate dagli inquirenti, impegnati a risalire al killer, ad un probabile intermediario ed al mandante. Un versante quest'ultimo sul quale i sospetti sono da sempre concentrati sui familiati della 15enne che nel 2008 si era tolta la vita, con Matarazzo che era stato condannato per abusi sessuali ai suoi danni. Gli avevano inflitto una pena che aveva interamente scontato fino ad un mese prima di essere ucciso.
