La novità è emersa durante l'udienza preliminare fissata dinanzi al gup Simonetta Rotili. L'ha prospettata il sostituto procuratore Francesco Sansobrino, che ha riformulato l'accusa a carico di tre delle quattro persone – ad una quinta è contestata la violazione della sorveglianza speciale – per le quali è stato proposto il rinvio a giudizio perchè con le loro dichiarazioni avrebbero ostacolato le indagini della Squadra mobile sull'omicidio di Antonio Parrella, 32 anni, morto al Rummo il 27 luglio del 2017 per le conseguenze delle botte subite, la sera precedente, durante una festa di compleanno.
L'imputazione di favoreggiamento è infatti rimasta in piedi solo per Umberto Sferruzzi, 30 anni, mentre è diventata quella di false informazioni al Pm per Gianluca Peluso, 28 anni, Michele Meoli, 28 anni, di Benevento, e Francesco Napolitano, 52 anni, di Moiano. Per Corrado Sparandeo, 33 anni, infine, l'addebito di violazione della sorveglianza speciale.
Una novità che ha indotto gli avvocati Antonio Leone, Gerardo Giorgione, Nico Salomone e Maria Cristina Caracciolo, legali degli imputati, a chiedere un termine a difesa, di qui il rinvio al 25 marzo.
Come è noto, il 19 ottobre del 2018 il gup Francesca Telaro ha condannato, per il delitto Parrella, a 16 anni, con rito abbreviato, Silvio Sparandeo, 29 anni, riconosciuto responsabile di omicidio volontario.
