Ridotta in appello a 22 anni e 6 mesi la condanna a 25 anni decisa dalla Corte di assise di Benevento, il 31 ottobre 2017, a carico di Paolo Messina (avvocato Angelo Leone), 37 anni, di Benevento, imprenditore termoidraulico, riconosciuto responsabile dell'omicidio, peraltro confessato, di Antonello Rosiello, 41 anni, anch'egli della città e imprenditore, ma nel settore della pasta, ammazzato a colpi di pistola in via Pisacane, al rione Libertà, nelle prime ore del 25 novembre 2013.
Per Messina era stato anche disposto il risarcimento dei danni, da liquidarsi in separata sede, in favore delle parti civili, e il pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva in favore delle stesse. In particolare, 50mila euro a testa alla moglie e al figlio di Rosiello, 25mila euro ciascuno per i tre fratelli e la madre, assistiti dagli avvocati Vincenzo Regardi, Vincenzo Sguera, Viviana Olivieri e Massimiliano Cornacchione.
I giudici avevano stabilito che si era trattato di un omicidio volontario e non di legittima difesa, la tesi per la quale si era spesa la difesa. Che, così come aveva fatto durante il processo di primo grado, aveva chiesto anche stavolta una perizia medico-legale, per superare le opposte valutazioni della dottoressa Monica Fonzo, che aveva curato l'autopsia per la Procura, e del suo consulente, Fernando Panarese. Di tutt'altro avviso la Corte di assise di Napoli, che, dopo aver ascoltato questa mattina l'arringa dell'avvocato Leone, si è poi riunita in camera di consiglio.
Arrestato all'epoca dalla Mobile, Messina era tornato in libertà, nel gennaio 2015, per decorrenza dei termini, ma nnn era stato presente alla lettura del dispositivo della sentenza di primo grado. Era infatti fuggito in Croazia, dove era arrivato dopo un viaggio in moto di 1600 chilometri, e dove la stessa Squadra mobile lo aveva scovato a distanza di ventiquattro giorni. A gennaio 2018 la sua estradizione in Italia, l'arresto ed il trasferimento in carcere.
