Blitz antidroga carabinieri e Dda, cinque arresti

Indagine su fatti che vanno dal 2016 all'aprile 2018. Mercoledì gli interrogatori

blitz antidroga carabinieri e dda cinque arresti
Benevento.  

Sono cinque le persone arrestate questa mattina dai carabinieri in un'indagine antidroga diretta dalla Dda. Un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip su richiesta della Procura di Napoli, ha colpito, in particolare, Pio Musco, 37 anni, Antonio Troise, 27 anni, Alfredo Norice, 35 anni, Pierino Licciardi, 52 anni, di Benevento, e Vincenzo D'Agostino, 27 anni, di San Nicola Manfredi.

Le ipotesi di reato a vario titolo: associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti e spaccio, contestate in relazione a fatti che si sarebbero svolti dal 2016 all'aprile 2018. Nel mirino un giro di hashish, eroina e cocaina acquistati a Caslevolturno e Castello di Cistrena e poi piazzati nel capoluogo ed in qualche centro della provincia.

Gli indagati, trasferiti a Secondigliano, sono difesi dagli avvocati Antonio Leone, Gerardo Giorgione  e Fabio Russo.

Non accolta dal gip, invece, la richiesta di una misura cautelare avanzata anche per altre quattro persone, indagate, dunque, a piede libero. Tra loro figura Arturo Sparandeo, 36 anni, indicato come il promotore della presunta organizzazione - l'addebito associativo non riguarda, sul versante cautelare, Troise - di cui Musco è considerato il capo, Norice, Licciardi e D'Agostino partecipi.  Nel motivare il no al provvedimento restrittivo, il giudice spiega che, nonostante la contiguità con il Musco, legata anche al rapporto parentale, non "risulta uno stabile inserimento di Sparandeo nella contestata organizzazione".

L'attività investigativa, corroborata da intercettazioni, servizi di osservazone e pedinamento, dai sequestri e dagli arresti operati nelle fasi intermedie, e dalle dichiarazioni di più acquirenti,  avrebbe consentiro di delineare i ruoli svolti nel'attività: dalle gestione dei proventi alle consegne della 'roba', dai viaggi necessari all'acquisto e alla vendita degli stupefacenti.

Nessun dubbio, per il Gip, sulla sussistenza dei gravi indizi e dell'attualità delle esigenze cautelari - reiterazione del reato-, "considerata l’estrema pericolosità della contestata associazione, alla luce dell’assiduità degli approvvigionamenti effettuati soprattutto dal D'Agostino, della mole e quotidianità dei successivi spacci, dall’ingente disponibilità di sostanze stupefacenti anche di diverso tipo, come suffragato in occasione dei sequestri a carico degli indagati (D'Agostino, Licciardi, Norice e anche il Musco quanto alla droga rinvenuta il 27.1.2017  nel sottoscala del suo palazzo); dei conseguenti notevoli ingiusti profitti, e dell’attualità della stessa, atteso che alcun  arresto o sequestro ha interrotto l’attività del criminosa del sodalizio".

Mercoledì gli interrogatori di garanzia.