La Procura ha chiesto l'archiviazione, incrociando l'opposizione delle parti offese, che ha reso necessaria la fissazione di una camera di consiglio. Era in programma questa mattina dinanzi al gip Maria Ilaria Romano, che si è però astenuto.
Atti trasmessi al presidente del Tribunale, dunque, perchè individui un nuovo giudice al quale toccherà decidere, appunto, se archiviare o far proseguire (o disporre l'imputazione coatta) l'inchiesta a carico di tredici persone – medici e non, difesi, tra gli altri, dall'avvocato Gerardo Orlando – chiamate in causa per la morte di una 34enne di Avellino, avvenuta al Fatebenefratelli di Benevento il 20 gennaio del 2018 dopo un intervento di bypass gastrico.
Ad innescare l'indagine del sostituto procuratore Flavia Felaco e dei carabinieri era stata la denuncia dei familiari della donna, assistiti dall'avvocato Antonio Todisco. Secondo una prima ricostruzione, dopo essersi ricoverata, la paziente era stata sottoposta ad un primo intervento il 3 gennaio, cui ne era seguito un altro a distanza di quattro giorni. Poi la malcapitata era entrata in coma: una condizone nella quale era rimasta fino al 20 gennaio, quando il suo cuore aveva messo di battere per sempre.
I suoi cari si erano rivolti ai militari con l'obiettivo di far luce sulla vicenda e stabilire presunte responsabilità. Tredici gli 'avvisi' spediti dal Pm in vista dell'autopsia, curata dal medico legale Umberto De Gennaro, quindi la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura ed il 'no' della famiglia.
All'epoca, la notizia del dramma si era velocemente diffusa nel capoluogo irpino, dove la 34enne era molto conosciuta. Decine i messaggi di cordoglio recapitati sulla sua bacheca facebook, scritti da chi la conosceva bene e aveva voluto dedicare un ultimo ricordo ad una giovane descritta come energica e solare, sempre pronta ad affrontare la vita con atteggiamento entusiasta.
