Tentato omicidio Azzurro, 3 anni e 4 mesi a Paulo da Silva

La sentenza del gup Camerlengo per l'accoltellamento del regista napoletano. Imputato libero

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Benevento.  

 

Tre anni e 4 mesi, il risarcimento dei danni, da liquidarsi in separata sede, in favore della parte civile, e la rimissione in libertà dell'imputato, assolto dal porto dell'arma.

E' la condanna decisa con rito abbreviato, dal gup Loredana Camerlengo, dopo la concessione delle attenuanti generiche e il riconoscimento del vizio parziale di mente, per Paulo Francisco da Silva, 38 anni, origini brasiliane, residente a Benevento, accusato di tentato omicidio, rapina e sequestro di persona ai danni di Roberto Azzurro (nella foto), il 54enne attore-regista napoletano che era stato ricoverato al Rummo in prognosi riservata dopo essere stato accoltellato alla gola ed all'addome nella tarda serata del 4 agosto del 2017.

Il pm Francesca Saccone aveva chiesto la pena di 9 anni e 4 mesi, l'avvocato Laura Silvestri, per la parte civile, si era pronunciato per la dichiarazione di responsabilità dell'imputato, per il quale il suo difensore, l'avvocato Antonio Bruno Romano, aveva proposto la derubricazione dell'accusa di tentato omicidio in quella di lesioni gravi, l'assoluzione per il porto dell'arma (un coltello), la concessione delle attenuanti generiche e il riconoscimento del vizio parziale di mente.

Prima della discussione, la deposizione del dottore Mauro Ciaravella, di Foggia, incaricato dal giudice di una perizia ordinata per stabilire l'entità delle ferite subite dalle parti – anche un taglio alla mano di da Silva- e la compatibilità della dinamica con le due versioni della terribile vicenda.

Poi, intorno alle 15, la sentenza della dottoressa Camerlengo.

Come è noto, dopo essere rimasto in carcere per un anno e mezzo, da Silva era dallo scorso 16 febbraio ai domiciliari, per seguire un piano terapeutico curato dallo psichiatra Francesco Santucci.

Secondo gli inquirenti, il 38enne avrebbe colpito ripetutamente l'artista, anche con una pietra, dopo il suo no ad avances sessuali. I due non si conoscevano, quel venerdì sera si erano incrociati nella zona della Rotonda dei Pentri, dove Roberto era arrivato al volante di una Matiz. Paulo era in sella ad un ciclomotore, avrebbe avanzato le sue richieste e, di fronte al rifiuto dell'allora 53enne avrebbe estratto un coltello e l'avrebbe usato contro Roberto, colpendolo alla gola e non solo, anche con una pietra.

Paulo lo avrebbe inoltre costretto ad entrare nel bagagliaio della Matiz e lo avrebbe trasportato fino ad un cavalcavia dal quale avrebbe voluto lanciarlo di sotto, nel fiume Calore. Non ci sarebbe riuscito per l'opposizione del malcapitato, che, gravemente ferito, si era aggrappato al guard rail. A quel punto, anche per il sopraggiungere di una macchina, lo avrebbe lasciato nei pressi dello svincolo di Paupisi.

Una ricostruzione opposta a quella emersa dalle dichiarazioni spontanee rese da da Silva a gennaio, quando aveva rotto il silenzio nel quale era stato immerso fino a quel momento.

Aveva sostenutoo che sarebbe stato Azzurro, al volante di una Matiz, ad offrirgli nella zona della Rotonda dei Pentri un passaggio. Lui, che stava tornando in bici a Campomarino, aveva accettato, allettato dalla possibilità di superare in maniera comoda almeno il tratto di Zingara morta, particolarmente pesante, della statale Benevento – Campobasso. Una volta a bordo – aveva proseguito da Silva -, Azzurro avrebbe fermato la macchina e gli avrebbe fatto delle avances sessuali, alle quali lui avrebbe reagito sferrandogli alcuni pugni. A quel punto, l'artista avrebbe estratto un coltello che Paulo sarebbe riuscito a sottrargli, ferendosi ad una mano, usandolo, ripetutamente, contro di lui. E facendo altrettanto anche con un pietra.

Poi lo avrebbe fatto entrare nel portabagagli della Matiz, dal quale l'avrebbe fatto scendere nei pressi dello svincolo di Paupisi della 372, dove era stato ritrovato e soccorso. Secondo da Silva, Azzurro si sarebbe allontanato da solo, mentre lui avrebbe continuato la marcia alla guida della vettura del malcapitato, intercettata e bloccata dalla polstrada di Campobasso in un'area di servizio a Termoli.