Comprensibilmente amareggiato per l'interdizione di cui è stato destinatario (“In quarant'anni non mi era mai capitata una cosa simile”), una misura nettamente meno grave rispetto a quella – gli arresti domiciliari – proposta dalla Procura, ma “fiducioso nella giustizia, consapevole che l'azienda ha sempre operato nel rispetto delle leggi e dell'ambiente”.
All'uscita dall'ufficio del gip Giuliana Giuliano, si è presentato così, ai cronisti che l'attendevano, Cosimo Izzo, da alcuni mesi rappresentante legale della 'Izzo pelli', chiamato in causa, come socio di maggioranza e gestore di fatto, nell'inchiesta in materia di inquinamento, affidata ai carabinieri del Noe di Napoli, sfociata, a suo carico, nell'interdizione per tre mesi da ogni attività d'impresa, e nel sequestro preventivo, con facoltà d'uso, degli impianti di depurazione dell'azienda conciaria, da adeguare entro novanta giorni.
Assistito dall'avvocato Vincenzo Megna, l'ex assessore regionale e senatore è comparso nella tarda mattina dinanzi al giudice, che ha ereditato il procedimento dal collega Flavio Cusani, avvalendosi della facoltà di non rispondere.
Una scelta dettata dalla necessità di analizzare a fondo, con il supporto di un consulente di parte, il dottore Carlo Alberto Iannace, un fascicolo complesso, ma che non gli ha impedito di protestare, con alcune dichiarazioni, la sua innocenza in relazione agli addebiti mossi in un'indagine nella quale sono coinvolte anche altre due persone. Centrata sulle ipotesi di reato di inquinamento ambientale, stoccaggio illecito di rifiuti pericolosi nonché scarico di reflui industriali oltre i limiti consentiti nel fiume Isclero.
Un quadro respinto da Izzo – la società provvederà a nominare un amministratore pro tempore che garantisca la piena operatività dell'impresa -, che ha rivendicato la correttezza delle condotte, rispetto al quale la difesa valuterà nei prossimi giorni, anche ala luce di nuovi elementi che potrebbero emergere, se impugnare il sequestro dinanzi al Riesame.
Come più volte ricordato, il filone della 'Izzo pelli' è incluso in un procedimento del quale fa parte anche quello che riguarda invece la 'Ecologia Falzarano' (indagati il rappresentante legale e due amministratori di fatto), che si occupa di raccolta e smaltimento dei rifiuti in numerosi comuni di Campania, Calabria, Puglia e Basilicata, anch'essa colpita da un sequestro, ma di beni, per equivalente, fino alla concorrenza di 9 milioni di euro, a carico della società e degli amministratori. Nel mirino della guardia di finanza, reati di carattere fiscale: omesso versamento dell’Iva e delle ritenute Irpef.
