Il Rummo, la Mussi, le polemiche e la politica

Lo scontro con i vertici dell'ospedale, ma non è una novità

il rummo la mussi le polemiche e la politica
Benevento.  

Non conosco i vertici del Rummo, non ne sono mai stato l'addetto stampa né ho ricevuto incarichi da loro e da quanti li hanno preceduti. Premessa indispensabile per spazzare via, in partenza, ogni rigurgito dietrologico. Insomma, nulla da spartire con loro che da tempo sono saliti sul banco degli imputati, diventando il bersaglio delle critiche dei cittadini-utenti e del mondo della politica. Assolutamente sacrosante le prime, espresse da quanti si rivolgono alla struttura ospedaliera per necessità più o meno gravi, ed attendono, comprensibilmente, adeguate risposte sotto il profilo dell'assistenza.

Lo sono un po' meno, invece, le altre. E non perchè chi ricopre una carica pubblica non abbia il diritto – dovere di richiamare l'attenzione sui problemi (esistono, eccome), e, soprattutto, di indicare le soluzioni azionando il principio della responsabilità di cui è stato investito, ma perchè il rapporto tra la sanità e la politica, comunemente definito come 'malato' – e le vicende giudiziarie, le ultime in ordine di tempo, che arrivano dall'Umbria lo testimoniano- è sempre stato del tutto particolare.

Non è stata una eccezione la storia registrata a Benevento, più volte rimbalzata all'onore delle cronache, anche giudiziarie, per gli intrecci tra gli interessi legati alla sanità e quelli della politica chiamata di volta in volta, indipendentemente dal colore della casacca indossata al momento, a gestirli. Asl e Rummo sono ripetutamente finiti nel mirino degli scontri, ripetutamente i loro manager sono stati accusati di averne combinate di ogni tipo, di aver favorito tizio piuttosto che caio, di aver indirizzato le scelte lungo determinati percorsi, scontentando quanti ne avrebbero voluto altri.

Ora tocca, e non da adesso, al Rummo, che nella rappresentazione che ne viene fatta sembra diventato un avamposto sgarrupato nel quale bivaccano medici ed infermieri, in attesa che Napoli o Roma ne stabiliscano il destino. Come se in quegli ambulatori, in quei reparti non transitassero quotidianamente persone che combattono le loro battaglie e quelle dei loro cari. Certo che la situazione è difficile, che è fondamentale ridare slancio alla chirurgia perchè faccia da traino alle altre specialità, che servono soldi ed attrezzature, ma, nel frattempo, cosa conviene fare?

Far finta di non sapere che, mentre il cosiddetto dibattito infuria sui media e sui social, quelle stesse persone incrociano le tantissime professionalità che operano in ospedale, e continuare a farsi del male? I direttori passano, anche Loretta Mussi, alla quale va il merito di aver rianimato la struttura, proiettandola in una dimensione che adesso sembra persa, subì all'epoca feroci contestazioni. Ricordate la famosa seduta aperta del Consiglio comunale che si svolse il 25 febbraio del 2002 al Teatro Comunale?

Quel giorno volarono parole ad alta voce, la stessa Mussi ne pronunciò alcune che suscitarono la reazione, ed una denuncia sfociata in un processo, anche dell'attuale senatrice Sandra Lonardo.

I dirigenti passano, come le parole che, pur dettate dalla buonafede, spesso trasudano un retrogusto strumentale. Resta il Rummo.