Archiviata dal gip Flavio Cusani, così come aveva chiesto la Procura, l'inchiesta a carico di sette medici- tre dell’ospedale di Sant’Agata dei Goti, quattro del Rummo-chiamati in causa a vario titolo per la morte di un 58enne di Moiano, deceduto il 25 giugno del 2013 al Rummo, dove da un mese e mezzo era ricoverato in coma nel reparto di rianimazione. Un caso che Ottopagine ha raccontato più volte in esclusiva.
Secondo una prima ricostruzione, dopo essersi sottoposto ad una colonscopia all'ospedale di Sant'Agata dei Goti, il 58enne sarebbe stato dimesso. Tornato a casa, le sue condizioni avrebbero però preoccupato i congiunti, a tal punto da indurli, il giorno successivo, ad accompagnarlo al Rummo. Inevitabili nuovi accertamenti, al termine dei quali i sanitari avrebbero diagnosticato una setticemia ed una perforazione del colon. Tra il 9 ed il 17 maggio il paziente aveva subito due interventi chirurgici che si erano resi necessari. Poi il suo cuore si era fermato per sempre.
L'inchiesta era stata aperta dopo la querela presentata dai familiari attraverso gli avvocati Cipriano Ficedolo e Giacomo Buonanno, che si erano opposti poi alla richiesta di archiviazione della Procura, arrivata sulla scorta delle conclusioni dell’autopsia, che aveva escluso qualsiasi colpa professionale a carico dei medici che si erano occupati in diversi momenti del paziente. Il decesso sarebbe infatti stato causato da uno shock settico che avrebbe scatenato un'insufficienza di più organi contro la quale sarebbero risultate vane tutte le terapie praticate all'uomo, affetto da alcune patologie.
Nel motivare l'archiviazione, il gip spiega di non aver rilevato nell'operato dei medici elementi di imperizia, negligenza o imprudenza. Il paziente presentava un quadro intestinale complesso, i sanitari erano riusciti a stabilizzare la patologia, non potendo prevedere la successiva perforazione intestinale, alla quale avevano cercato di opporsi, senza però riuscirvi.
I medici indagati sono stati difesi, tra gli altri, dagli avvocati Sergio Rando, Luigi Travaglino, Paolo Vinci, Benedetto Vittorio De Maio e Francesco Barbato
di Enzo Spiezia
