Inchiesta sui centri migranti, in 37 dinanzi al Gup. Anzi no

Sciopero dei penalisti, slitta l'udienza del 9 maggio

Benevento.  

L'udienza preliminare è in programma il 9 maggio, ma l'appuntamento è destinato ad essere rinviato perchè cade in uno dei tre giorni (8-10 maggio) di astensione proclamati dall'Unione delle Camere penali italiane. Nel mirino degli avvocati la “ossessiva gara alla promulgazione di norme sempre più eclatantemente connotate da una idea iperbolica e simbolica del più cupo e cinico populismo giustizialista”.

Braccia incrociate, dunque, e slittamento della decisione del gup Loredana Camerlengo sulle trentasette persone di cui il procuratore aggiunto Giovanni Conzo e i sostituti Patrizia Filomena Rosa e Maria Gabriella Di Lauro hanno chiesto il rinvio a giudizio nell'inchiesta, condotta dalla Digos, sulla gestione di alcuni centri per migranti nel Sannio. Attenzione puntata sul consorzio Maleventum, sulle dodici strutture che ad esso facevano direttamente capo e su una tredicesima riconducibile ad una cooperativa consorziata.

Le accuse, a vario titolo: truffa ai danni dello Stato per il conseguimento di erogazioni pubbliche, frode in pubbliche forniture, corruzione e rivelazione di segreti d’ufficio.

Si tratta dell'indagine che aveva suscitato particolare clamore il 21 giugno dello scorso anno, quando erano state eseguite cinque ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari firmate dal gip Gelsomina Palmieri. Provvedimenti che il Riesame, dopo aver 'cassato' alcune contestazioni, aveva attenuato o sostituito con misure interdittive, e che la Cassazione aveva poi annullato con rinvio, in un paio di casi, dinanzi ad una diversa sezione dello stesso Riesame. Che, a sua volta, ha annullato l'ordinanza iniziale a carico di un attuale imputato, mentre per Di Donato, 48 anni, di Sant'Agata dei Goti, ex amministratore del consorzio Maleventum, ha confermato la decisione con la quale nell'ottobre 2018 l'aveva rimesso in libertà con il divieto a contrattare per un anno con la pubblica amministrazione.

Come è noto, l'inchiesta è nuovamente rimbalzata all'onore delle cronache poco più di un mese fa, quando uno dei destinatari della richiesta di rinvio a giudizio delle Procura sannita - Giuseppe Pavone, 54 anni, di Benevento, ex impiegato della Procura, addetto al Registro generale delle notizie di reato – è finito nuovamente ai domiciliari, stavolta su ordine del Gip del Tribunale di Napoli, per accesso abusivo a sistemi informatici – l'ipotesi di reato che nel 2018 aveva comportato lo stralcio della sua posizione e il trasferimento degli atti, appunto, a Napoli- e rivelazione di segreti d'ufficio. Secondo gli inquirenti, Pavone sarebbe entrato nel Registro, un compito al quale era abilitato, "al fine di effettuare ricerche su vari procedimenti penali, visualizzando il nominativo degli indagati, i titoli di reato ed altre informazioni coperte dal segreto".