"Sentenze aggiustate", De Camillis in silenzio a Poggioreale

Interrogatorio di garanzia per il giudice tributario sannita, in pensione, arrestato mercoledì

Benevento.  

E' rimasto in silenzio, avvalendosi della facoltà di non rispondere prima di aver valutato l'intera documentazione, Giuseppe De Camillis, 75 anni, di Fragneto Monforte, commercialista, giudice tributario fino allo scorso febbraio, quando è andato in pensione, arrestato mercoledì, al pari di altre tredici persone, nell'inchiesta della Procura di Salerno e della guardia di finanza per corruzione in atti giudiziari.

Nel mirino degli inquirenti una serie di sentenze che sarebbero state aggiustate dalla commissione tributaria regionale. Un giro di mazzette, sostiene l'accusa, che avrebbe riguardato due impiegati della commissione, sei imprenditori, quattro consulenti fiscali e due giudici, con imposte e sanzioni annullate per circa 15 milioni di euro.

Difeso dagli avvocati Marcello D'Auria e Camillo Cancellario, De Camillis, detenuto nel carcere di Poggioreale, è comparso nella tarda mattinata dinanzi al gip Piero Indinnimeo e al sostituto procuratore Elena Guarino. Stessa sorte anche per altri due indagati nell'ultimo dei tre giorni riservati agli interrogatori di garanzia. Appuntamenti nel corso dei quali alcuni dei destinatari dei provvedimenti restrittivi avrebbero fatto alcune ammissioni.

A De Camillis sono contestati tre episodi - sui dieci che sarebbero stati accertati - nei quali è stato chiamato in causa come relatore della commissione presieduta da Fernando Spanò. Un'inchiesta supportata da intercettazioni e dalle immagini fissate da una telecamera installata in un ascensore. Fotogrammi nei quali è immortalato, in un'occasione, De Camillis, al quale viene infilata, da un impiegato della commissione, una busta bianca nella tasca del giubbotto che indossa.

I legali del professionista sannita hanno chiesto l'attenuazione della misura a carico del loro assistito, riservandosi il ricorso al Riesame.