Un flash mob il 7 giugno: "Liberate Nasrin Sotoudeh"

Iniziativa di un gruppo avvocati e associazioni contro condanna dell'avvocatessa iraniana

Benevento.  

Un flash mob il prossimo 7 giugno nella zona di piazza Santa Sofia, per manifestare “vicinanza a Nasrin” Sotoudeh, l'avvocatessa iraniana condannata in via definitiva a 33 anni di carcere e a 148 frustate per il suo lavoro in difesa dei diritti umani, delle donne che protestano contro l’obbligo di indossare il velo in Iran e per la sua opposizione alla pena di morte, e a “tutti coloro che subiscono la violazione dei loro diritti, soprattutto nell'esercizio della professione di avvocato”.

Un'iniziativa di sensibilizzazione 'firmata' da un gruppo di avvocati e da alcune associazioni (Acli, Giuristi democratici, Exit, Croce rossa, Anf, Amnesty international, Lidu, Mamme rana, Cammino -Camera nazionale avvocati per le persone e le relazioni familiari e i minorenni- e Fondazione professioni e sviluppo), presentata questa mattina.

“E' un'iniziativa aperta a tutti, partita dal basso, che ha l'obiettivo di chiedere la revoca della condanna e la liberazione della collega, che da più parti è stata proposta come Premio Nobel per la pace”, ha esordito l'avvocato Filomena Di Mezza, una delle promotrici, che ha sottolineato quanto sia fondamentale essere vicini a quanti praticano la professione forense, "perchè la funzione dell'avvocatura è un baluardo di ogni società civile”.

Presente quasi al gran completo – tra il pubblico il sostituto procuratore Patrizia Filomena Rosa- il Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Benevento, il cui presidente, Alberto Mazzeo, ha annunciato che, “su iniziativa del Consiglio di Benevento, il 5 giugno si terrà una riunione presso l'Ordine di Napoli per valutare le cose da fare a tutela della collega, per la quale sono state messe in campo già altre forme di sostegno”.

L'avvocato Maria Carmela Cicchiello ha letto un documento che ha invitato a sottoscrivere, nel quale si chiede "che le autorità iraniane rispettino i principi fondamentali delle Nazioni Unite relative al ruolo degli Ordini”. Perchè la condanna a Nasrin è “la negazione di tutti i diritti civili e politici”.