Due mesi e mezzo fa i primi sequestri di beni mobili e non, e liquidità, per un valore di 5 milioni di euro, ora quello, in Francia, di un complesso su più livelli definito 'Castello', situato nella zona di Fertreve – “Le Chailloux”, e di una seconda unità immobiliare dalle stesse parti.
Cresce dunque l'importo dei beni ai quali sono stati apposti i sigilli, a partire da metà marzo, sulla scorta di un decreto di sequestro preventivo per equivalente, fino alla concorrenza di 9 milioni di euro, firmato dal gip Flavio Cusani, su richiesta della Procura guidata da Aldo Policastro, nei confronti della 'Ecologia Falzarano', del suo rappresentante legale e dei due amministratori di fatto di una società che si occupa di raccolta e smaltimento dei rifiuti in numerosi comuni di Campania, Calabria, Puglia e Basilicata.
Come si ricorderà, il provvedimento era stato eseguito dalla guardia di finanza in un'inchiesta che contesta la presunta omissione del versamento dell’Iva e delle ritenute Irpef per diverse annualità.
L'ulteriore attività investigativa ha consentito l’individuazione anche di beni esteri nella disponibilità degli indagati, in particolare della proprietà di un Castello di interesse storico, convertito in struttura alberghiera, del valore di circa 470mila euro, nel territorio della Borgogna – Francia, per il quale, anche attraverso l’istituto di recente introduzione dell’Ordine di Indagine Europeo, e la collaborazione di Eurojust, è stato adottato dal giudice istruttore francese un ordine di sequestro.
