Tutte condannate le sei persone che hanno scelto il rito abbreviato dopo essere state tirate in ballo- al pari di altre dodici che sono invece a processo dinanzi al Tribunale di Benevento- dal blitz antidroga della Dda e della Squadra mobile di Benevento, diretta dal vicequestore Emanuele Fattori, rimbalzato all'onore delle cronache il 20 luglio dello scorso anno, quando era stata eseguita un'ordinanza di custodia cautelare in carcere.
Queste, in particolare, le pene stabilite dal gup del Tribunale di Napoli, Fabrizio Provvisier, dopo l'applicazione della riduzione di un terzo di quella iniziale: 20 anni a Nicola Fallarino (avvocati Vincenzo Sguera e Domenico Dello Iacono), 35 anni; 16 anni a Giuseppe Fallarino (avvocato Francesco Buonaiuto), 25 anni; 12 anni ad Emanuele Tesauro (avvocato Domenico Dello Iacono), 29 anni; 11 anni e 4 mesi a Roberto Ferrara (avvocato Angelo Leone), 47 anni, tutti di Benevento; 6 anni ad Aldo Pugliese (avvocato Valeria Verrusio), 27 anni, e Matteo Ventura (avvocato Marianna Febbraio), 24 anni, di Ceppaloni.
Giuseppe Fallarino, Nicola Fallarino sono stati assolti, perchè il fatto non sussiste o non aver commesso il fatto, da alcuni capi di imputazione, Pugliese e Ventura - gli unici - da quello di associazione per delinquere.
Il Pm Laila Morra aveva proposto 20 anni per i due Fallarino, 16 anni e 4 mesi per Ferrara, 12 anni e 8 mesi per Tesauro, 11 anni e 4 mesi per Pugliese e Ventura.
Come è ampiamente noto, l'attenzione degli inquirenti è stata puntata sull'attività di una presunta associazione per delinquere che si sarebbe occupata dell'approvvigionamento della droga -cocaina, crack, eroina, marijuana ed hashish- tra Villa Literno, Giugliano, Castelvolturno e Napoli, e della sua vendita nel capoluogo sannita.
L'inchiesta, partita nell'ottobre del 2013, dopo l'incendio al rione Libertà della Mercedes di un personaggio noto alle forze dell'ordine - un rogo ricondotto alla lotta in corso per il controllo del traffico e dello spaccio della roba'- riguarda fatti inclusi in un arco temporale che va dal novembre del 2013 al gennaio 2015.
Quindici mesi di lavoro investigativo intervallato da arresti e sequestri di roba, supportato da intercettazioni ambientali e telefoniche che avrebbero consentito di disegnare vertici e compiti di una associazione di cui Nicola Fallarino è ritenuto l'organizzatore.
