'La montagna', annullata (con rinvio) condanna Mimì Pagnozzi

Decisione della Cassazione. Per il capoclan una pena di 16 anni e 10 mesi

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Benevento.  

Annullata dalla Cassazione, con rinvio dinanzi ad una diversa sezione della Corte di appello, la condanna a 16 anni e 10 mesi stabilita in secondo grado per Domenico Pagnozzi, 59 anni, capo dell'omonimo clan di San Martino Valle Caudina, difeso dagli avvocati Dario Vannetiello ed Alfonso Furgiuele.

Era il marzo del 2018 quando i giudici di Napoli avevano assolto Pagnozzi da due capi di imputazione, riducendo la pena di 19 anni decisa dal Tribunale di Benevento nel 2015 al termine del processo a carico delle diciotto persone chiamate in causa da un'indagine della Squadra mobile e dei carabinieri della Compagnia di Montesarchio. Un'inchiesta diretta dalla Dda, rimbalzata all'onore delle cronache con un blitz condotto nel giugno 2012.

Nel mirino il clan Pagnozzi e le sue ramificazioni nel Sannio. Le accuse contestate a vario titolo: associazione per delinquere di stampo camorristico, estorsione, spaccio di stupefacenti e armi, con l'aggravante dell'agevolazione mafiosa.

'La montagna' il nome in codice dato all'operazione, supportata da conversazioni intercettate nella ‘masseria di zì Tore' (una casa rurale alla periferia di San Martino Valle Caudina, ai piedi del Mafariello, nella quale gli investigatori avevano piazzato una 'cimice' ndr), in un'auto e in carcere. Altri undici imputati erano invece stati giudicati con rito abbreviato dal gup del tribunale di Napoli.