L'udienza è in programma il 15 luglio dinanzi al gip Gelsomina Palmieri, che, però, si asterrà, avendo fissato il giudizio immediato. Sarà dunque un altro giudice, in una data da stabilire, a pronunciarsi nel rito abbreviato - come anticipato ad aprile - a carico di Antonio De Franco, 27 anni, di Chianche, nato in Bulgaria ma adottato da una famiglia irpina, accusato dell'omicidio volontario di Mjkhailo Prudjwus, il 23enne ucraino ucciso con un piede di porco il 16 dicembre 2018 dinanzi ad un bar a Bagnara, una frazione di Sant'Angelo a Cupolo.
Come più volte ricordato, si tratta di un delitto del quale il giovane, difeso dagli avvocati Claudio Fusco e Stefano Pescatore, si era assunto la responsabilità durante l'udienza di convalida dell'arresto operato dai carabinieri, sostenendo che non era sua intenzione ammazzare il 23enne, che voleva soltanto fargli male colpendolo ad una spalla, e non alla regione occipitale sinistra, con quel piede di porco estratto due volte dalla sua Fiat Punto.
Nella prima l'aveva mostrato a Mjkhailo che lo stava infastidendo con il suo comportamento, probabilmente amplificato dall'alcol: nell'altra, invece, dopo che il cittadino straniero aveva rifilato un calcio all'auto, l'aveva usato contro di lui, stroncandogli l'esistenza. Poi, rientrato a casa, aveva raccontato tutto ai genitori, che avevano dato l'allarme. I familiari della vittima, parti civili, sono assistiti dall'avvocato Cecilia Del Grosso.
