Affidamento piscina di Calvi, chiesti 7 rinvii a giudizio

A novembre l'udienza preliminare

Benevento.  

E' slittata al 18 novembre, per un difetto di notifica, l'udienza preliminare, fissata dinanzi al gup Gelsomina Palmieri, a carico delle sette persone di cui il sostituto procuratore Francesca Saccone ha chiesto il rinvio a giudizio in un'indagine della guardia di finanza sull'affidamento in concessione alla 'Ape Immobiliare di Calandro Aldo' della piscina comunale di Calvi per un periodo di trent'anni.

Abuso d'ufficio e falso sono le accuse contestate, a vario titolo, ad Antonio Dotoli, 62 anni, di Ariano Irpino, funzionario del Comune di Calvi, responsabile unico del procedimento, Nicola Maioli, 55 anni, Gerardo Salerno, 55 anni, Agostino Iannazzone, 62 anni, tutti di Sant'Angelo a Cupolo, presidente e commissari sia della Centrale unica di committenza sia della commissione di gara; Aldo Calandro, 25 anni, di San Leucio del Sannio, titolare della 'Ape Immobiliare', Piero Calandro, 32 anni, di Ceppaloni, socio amministratore della 'Soccer Immobiliare snc', Angelo Antonio Calandro, 64 anni, di Ceppaloni, titolare dell'omonima ditta individuale, della quale la 'Ape' si è avvalsa “quali soggetti ausiliari”.

I fatti, inclusi in un arco temporale che va dal 2015 ed al 2016, sono finiti al centro di un'inchiesta che, avviata dopo una denuncia, ha messo nel mirino la presunta mancanza dei “requisiti di idoneità professionale e di capacità economico-finanziaria” della 'Ape rispetto ad una concessione per un valore stimato pari a 2 milioni di euro, definito in base al fatturato presunto per l'intero periodo trentennale.

Sono impegnati nella difesa gli avvocati Domenico Russo, Angelo Leone, Carmen Esposito e Togo Verrilli.