Blitz antidroga Dda, chieste 7 condanne e 2 assoluzioni

Indagine dei carabinieri, arresti a febbraio. La requisitoria del pm Landolfi

Benevento.  

Sette condanne e due assoluzioni sono state chiesta del pm della Dda Luigi Landolfi per le nove persone che hanno scelto il rito abbreviato dopo essere state tirate in ballo dall'indagine antidroga dei carabinieri rimbalzata all'onore delle cronache lo scorso 11 febbraio.

Le accuse a vario titolo: associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti e spaccio, contestate in relazione a fatti che si sarebbero svolti dal 2016 all'aprile 2018.

Il Pm ha proposto, in particolare, le seguenti pene: 20 anni a Pio Musco, 37 anni, ad Alfredo Norice, 35 anni, ed Arturo Sparandeo, 36 anni, di Benevento; 12 anni a Pierino Licciardi, 52 anni, anch'egli della città, e a Vincenzo D'Agostino, 27 anni, di San Nicola Manfredi; 10 anni ad Antonio Troise, 27 anni, ed Alfredo Mucci, 42 anni, di Benevento.

L'assoluzione è stata invece chiesta per Michelangelo Sessa, 27 anni, e Giuseppe Mucci, 51 anni, di Benevento.

Il 9 ottobre le arringhe dei difensori -gli avvocati Antonio Leone, Claudio Fusco, Gerardo Giorgione, Vincenzo Sguera, Fabio Russo, Domenico Dello Iacono e Nino Del Piero-, poi la sentenza del gup del Tribunale di Napoli Rosa De Ruggiero.

Nel mirino degli inquirenti, come si ricorderà, un giro di hashish, eroina e cocaina acquistati a Castelvolturno e Castello di Cisterna e poi piazzati nel capoluogo ed in qualche centro della provincia.

L'attività investigativa, corroborata da intercettazioni, servizi di osservazione e pedinamento, dai sequestri e dagli arresti operati nelle fasi intermedie, e dalle dichiarazioni di più acquirenti,  avrebbe consentito di delineare i ruoli svolti nell'attività: dalle gestione dei proventi alle consegne della 'roba', dai viaggi necessari all'acquisto e alla vendita degli stupefacenti.

Il blitz di febbraio era stato scandito dall'esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere che aveva riguardato cinque imputati; per gli altri quattro, invece- Sparandeo, Sessa, Giuseppe Mucci ed Alfredo Mucci-, il Gip aveva detto no al provvedimento restrittivo.