Spese legali Asl, indagati dieci avvocati e due dirigenti

Chiuso il terzo troncone dell'inchiesta della guardia di finanza

spese legali asl indagati dieci avvocati e due dirigenti
Benevento.  

Era l'unico dei tre tronconi dell'inchiesta sull'Asl del quale si erano perse le tracce. Mentre gli altri due, relativi ai mandati di pagamento e ai rapporti tra sanità e politica, sono già al centro di altrettanti processi – la sentenza del primo è prevista ad ottobre -, il filone sulle spese legali era fin qui rimasto sospeso.

Lo ha estratto dal limbo dell'incertezza il sostituto procuratore Francesca Saccone, firmando l'avviso di conclusione dell'attività investigativa, affidata alla guardia di finanza – questa mattina in Tribunale per alcune notifiche dell'atto -, a carico di due dirigenti dell'Azienda sanitaria e di dieci avvocati.

Nell'elenco compaiono Antonio Mennitto, 54 anni, di Benevento, e Caterina Costantini, 68 anni, di San Marco dei Cavoti, in diversi momenti dirigenti degli Affari legali, e gli avvocati Giovanna Perna, 47 anni, di Melizzano, Luigi D'Arienzo, 60 anni, Claudio Conte, 50 anni, Antonio Lonardo, 56 anni, Annalisa Iannella, 42 anni, Antonio Caroscio, 75 anni, Nicola Lauro, 56 anni, di Benevento, Vittorio Fucci, 59 anni, di Airola, Pietro Iuliano, 57 anni, di San Nicola Manfredi, Rossella Aufiero, 48 anni, di Campobasso. L'ipotesi di reato contestata è abuso d'ufficio in concorso con Mennitto e Costantini, per i quali è stato prospettato anche un addebito di falso.

I fatti vanno dal 2011 al 2015, nel mirino degli inquirenti è finito un presunto “ingiusto vantaggio patrimoniale” del quale avrebbero goduto i professionisti incaricati della difesa nel contenzioso giudiziario e/o dell'attività di domiciliazione dell'Asl, ai quali sarebbero state liquidate, a detta del Pm, somme di denaro superiori a quelle loro dovute.

Cifre fissate per ciascun legale: 85mila euro per D'Arienzo, 11mila per Conte, 247mila per Fucci, 45mila per Lonardo, 15mila per Iuliano, 56mila per Aufiero, 8mila per Perna, 884 euro per Iannella, 71mila per Caroscio e 31mila per Lauro. Fatture liquidate “perchè conformi all'ordine ed al prezzo pattuito”, ma che contenevano – sostiene l'accusa – compensi “non dovuti ovvero maggiori rispetto a quelli stabiliti nelle relative delibere di incarico dal management dell'Asl”.

Come si ricorderà, l'inchiesta era rimbalzata all'onore delle cronache il 7 febbraio del 2014, quando la guardia di finanza aveva perquisito gli uffici dell'Asl di via Mascellaro e via Oderisio. 'Visite' ordinate dalla Procura a distanza di qualche giorno dall'interrogatorio dell'ex direttore generale Michele Rossi, il cui difensore, l'avvocato Roberto Prozzo, aveva depositato in precedenza alcuni dossier, uno dei quali riservato, appunto, alle spese legali

Pratiche al centro di una consulenza curata, su incarico della Procura, dai commercialisti Massimo Zeno e Stefania Viscione. Attenzione puntata sulla domiciliazione, sulla corrispondenza tra la causa iscritta a ruolo e trattata, sull'importo erogato e le modalità attraverso le quali  era stato definito.

Difesi, tra gli altri, dagli avvocati Vincenzo Regardi, Vincenzo Sguera, Sergio Rando, Camillo Cancellario, Angelo Leone e Giancarlo Di Gregorio, gli indagati hanno ora venti giorni a disposizione per chiedere di essere ascoltati o produrre memorie; esaurita questa fase, il Pm procederà alle eventuali richieste di rinvio a giudizio.