Lei voleva rivelare la loro storia e lui l'ha uccisa. “Mi sono difeso perchè Aurora per prima aveva impugnato quel coltello”. Ha cercato di spiegare così il suo terribile gesto Damiano De Michele, 34enne residente a Morcone in carcere da venerdì notte quando il sostituto procuratore Marilia Capitanio, al termine del suo interrogatorio, ha firmato il fermo per gravi indizi di reato a suo carico. Questa mattina, De Michele, che è difeso dall'avvocato Andrea De Longis Junior, comparirà dinanzi al giudice per le indagini preliminari Roberto Melone per la convalida del fermo. Come già anticipato ieri da Ottopagine, l'indagato aveva incontrato la vittima, con la quale aveva una relazione da alcuni mesi nella casa che De Michele aveva affittato qualche settimana fa nel centro storico di Morcone. I due avevano cominciato a litigare sembra per la gelosia che Aurora provava per il 34enne impegnato sentimentalmente con un'altra giovane donna, Miriam, incinta (sarebbe stato opportuno evitare qualsiasi riferimento ad una vecchia vicenda nella quale peraltro era vittima). Al culmine del litigio, sempre secondo quanto accertato dai carabinieri della Compagnia di Cerreto Sannita, la situazione è degenerata. Marino avrebbe infatti minacciato De Michele si rivelare la loro relazione alla compagna. A quel punto la vittima – erano in cucina - ha impugnato un coltello – si tratta di una sorta di spadino dalla lunga lama -. Il 34enne si è però impossessato dell'arma ed ha colpito la povera Aurora con almeno trenta coltellate che l'hanno raggiunta alla spalla e all'emitorace sinistro, allo sterno, sul fianco, a un polso ed alla mano sinistra. Colpi che hanno fatto stramazzare al suolo l'assicuratrice morta in una pozza di sangue. A quel punto, De Michele ha cercato di ripulire la scena del delitto, ha avvolto in una coperta il corpo martoriato della vittima, poi “sistemato” in un corridoio, ed ha nascosto nella sua auto il coltello con la lama spezzata, gli occhiali, la borsa e il computer della 51enne. Il tutto ritrovato e sequestrato dopo oltre 36 ore quando, proprio lui ha spiegato ai carabinieri del Nucleo operativo di Cerreto e della Stazione di Morcone quello che era accaduto. Come già più volte scritto, la compagna di De Michele inizialmente si era autoaccusata dell'orribile delitto per proteggere l'uomo che, da subito, aveva però spiegato ed ammesso le proprie responsabilità. Accuse avallate anche dai numerosi riscontri tecnici effettuati attraverso i rilievi effettuati dai militari del Nucleo investigativo del Reparto Operativo che per ore hanno setacciato l'abitazione dove è avvenuto il delitto e tutta la zona del centro storico di Morcone. La prossima settimana intanto, su incarico del sostituto procuratore Marilia Capitanio, il medico legale, la dottoressa Monica Fonzo effettuerà l'autopsia che dovrà accertare quanti e quali colpi sono stati letali. Ieri mattina, intanto, Morcone si è risvegliato ancora frastornato per la tragedia. Chiusa la saracinesca dell'agenzia assicurativa che Aurora gestiva con un collega. Dalle indagini è emerso che la relazione tra i due era probabilmente nata per l'assidua collaborazione che Damiano De Michele offriva all'associazione Onlus Pantera di cui Aurora era presidente e promotrice.
di Alessandro Fallarino
