Avvocati, "Consiglio dell'Ordine va sciolto e commissariato"

Divieto del terzo mandato, l'avvocato Guido Principe si rivolge al ministro della Giustizia

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Benevento.  

Ha preparato un messaggio di posta elettronica certificata e lo ha inviato al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Oggetto: la richiesta di scioglimento del Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Benevento ed Ariano Irpino ed il suo commissariamento.

Un'iniziativa a sorpresa siglata dall'avvocato Guido Principe, che l'ha motivata con la necessità di richiamare l'attenzione, sempre che ce ne fosse ulteriormente bisogno, sulla condizione di incandidabilità e di ineleggibilità in cui verserebbero, perchè hanno svolto già due mandati consecutivi, nove componenti il parlamentino forense definito dalle elezioni di aprile.

Da via Arenula, attraverso il capo di Gabinetto del ministro, è partita una richiesta di chiarimenti diretta al Consiglio nazionale forense che, a sua volta, pur essendo a conoscenza della situazione nel Sannio, ha interessato il Consiglio dell'Ordine. Da qui, ma non solo, una riunione dello stesso Consiglio terminata con una risposta che ha fatto riferimento all'appuntamento del 18 settembre, quando il Cnf si occuperà del ricorso presentato dai candidati di Rinnovamento, una delle due liste in campo ad aprile, per chiedere l'annullamento del verbale della Commissione elettorale, di tutte le operazioni che hanno consentito la candidatura dei colleghi ritenuti incandidabili, e della loro proclamazione come eletti. Dei nove consiglieri, otto appartengono ad Iniziativa forense, la formazione che ha vinto la tornata elettorale, riconfermando Alberto Mazzeo alla presidenza, mentre il nono non era riconducibile a nessuno dei due schieramenti.

Si tratta di una questione sulla quale si sono già espresse la Cassazione a sezioni unite e, a giugno, la Corte Costituzionale, che ha definito legittimo il divieto di terzo mandato consecutivo per i componenti dei Consigli forensi. Una pronuncia, quest'ultima, alla quale era seguita la richiesta di dimissioni immediate dei nove consiglieri avanzata dagli avvocati Vincenzo Regardi, Vincenzo Sguera e Nicoletta Camilleri, unici esponenti di Rinnovamento nel Consiglio forense.