Rimessi in libertà Duilio Ciullo (avvocato Giuseppe Nardone), 49 anni, e Mirko Polese (avvocato Claudio Fusco), 27 anni, di Benevento, entrambi già noti alle forze dell'ordine, che qualche giorno fa erano finiti ai domiciliari per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Un'ipotesi contestata dai carabinieri della Stazione di Ceppaloni che, dopo la segnalazione di un loro collega che viaggiava nello stesso pullman, erano saliti, a Tufara, a bordo di un mezzo proveniente da Napoli ed avevano sequestrato meno di 10 grammi di eroina custoditi in sei ovuli nascosti nella tasca posteriore del pantalone di Ciullo.
La decisione del gip Gelsomina Palmieri è arrivata al termine delle udienze di convalida: appuntamenti nel corso dei quali Ciullo ha rivendicato la paternità del possesso della droga, comprata a Napoli per uso personale, escludendo qualsiasi responsabilità a carico di Polese. Quest'ultimo, in particolare, ha sostenuto, contrariamente a quanto affermato dal militare che aveva fatto scattare l'allarme e da Ciullo, di aver preso il pullman, con la moglie ed i figli, a Montesarchio.
Dichiarazioni le sue ritenute “scarsamente credibili” dal giudice, che ha però sottolineato l'assenza di gravi indizi di colpevolezza a suo carico, e come, al di là di “quanto percepito dal carabiniere circa la conversazione tra i due indagati e quella tra gli stessi ed un ignoto interlocutore telefonico, non esistano elementi concreti per ritenere che i due viaggiassero insieme (Ciullo ha precisato di aver conosciuto Polese una ventina di giorni fa e di averlo per caso incrociato nel capoluogo partenopeo ndr) e che quindi l'eroina rinvenuta addosso a Ciullo fosse di pertinenza di entrambi”.
