A marzo l'imputazione coatta stabilita dal gip Loredana Camerlengo, che non aveva accolto la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura, oggi il rinvio a giudizio.
Lo ha deciso il gup Giuliana Giuliano – a fine mese prenderà servizio presso la Corte di appello di Salerno, e altrettanto farà dal 23 settembre, ma presso il Tribunale di Napoli, la collega Maria Ilaria Romano ( al suo posto, con un'assegnazione temporanea, il giudice Vincenzo Landolfi)- per un 42enne di Benevento -è difeso dall'avvocato Gianmarco Bosco- , accusato di violenza sessuale ai danni della moglie, rappresentata dall'avvocato Elena Cosina.
Si tratta di una storia di cui ci siamo già occupati, finita al centro di un'inchiesta avviata dopo le dichiarazioni rese dalla donna durante il processo per maltrattamenti a carico dell'uomo, poi assolto. Lei aveva infatti raccontato un episodio risalente al 2010, quando il coniuge, dopo averla picchiata, le avrebbe legato le braccia alla spalliera del letto, adoperando dei foulard, ed avrebbe abusato sessualmente di lei.
L'attività investigativa era sfociata nella proposta di archiviazione alla quale si era opposta la parte offesa. Incrociando, come detto, il consenso della dottoressa Camerlengo che aveva disposto l'imputazione coatta. “Sarebbe assurdo – aveva scritto -, in questo particolare momento storico, in cui si invitano le donne a denunciare senza paura fatti dolorosi che avvengono tra le mura domestiche, a non subire più frustazioni e vessazioni, disporre l'archiviazione di un procedimento soltanto perchè non vi sono testimoni ai fatti, ovvero ritenere inattendibile la vittima perchè non ricorda esattamente il giorno in cui la violenza è avvenuta, quasi che una data inesatta o un particolare non ricordato potessero rendere meno veritiero un abuso”. Questa mattina l'udienza preliminare e la fissazione del processo, che partirà il 16 aprile del prossimo anno.
