Prima l'escussione del medico legale Stefania Bello – all'epoca aveva eseguito l'autopsia -, che ha escluso come causa della morte le lesioni riportate nella caduta della vittima lungo le scale del ristorante-, poi gli interventi degli avvocati Grazia Luongo – rappresenta con l'avvocato Angelo Leone le parti civili – e, per l'imputato, Giusida Sanseverino, che ha insistito per l'assoluzione e, in subordine, la derubricazione dell'accusa di omicidio da volontario a preterintenzionale.
Il 12 febbraio, dopo l'arringa dell'avvocato Dario Vannetiello, la sentenza della Corte di appello per Silvio Sparandeo, 30 anni, di Benevento, che il 19 ottobre del 2018 è stato condannato a 16 anni dal giudice Francesca Felaro, con rito abbreviato, perchè riconosciuto responsabile dell'omicidio volontario di Antonio Parrella, 32 anni, morto al Rummo il 27 luglio del 2017 per le conseguenze delle botte subite, la sera precedente, durante una festa di compleanno.
Come più volte ricordato, si tratta di un delitto al centro di un'indagine curata dalla Squadra mobile, sfociata, il 10 aprile del 2018, nell'arresto di Sparandeo. A suo carico un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, confermata dal Riesame, adottata dal gip Flavio Cusani, che, a differenza del Pm, aveva però qualificato l'omicidio come preterintenzionale.
