Denaro preteso per tenere la bocca chiusa. “Fuori i soldi o diciamo ai tuoi familiari che hai rapporti sessuali con una prostituta”, gli avevano detto. E lui, temendo che la minaccia potesse concretizzarsi, era riuscito a racimolare 100 euro e a consegnarli a coloro che l'avevano ricattato.
Un'estorsione, uno dei capitoli scritti da un'inchiesta del pm Flavia Felaco e dei carabinieri della Compagnia di Cerreto Sannita. Tredici le persone per le quali è stato chiesto il rinvio a giudizio dopo un'attività investigativa che avrebbe ricostruito fatti accaduti tra il 2012 e la metà del 2013 a Benevento. Questa mattina era in programma l'udienza preliminare dinanzi al gup Gelsomina Palmieri, ma è slittata al 6 luglio per un problema di notifiche
L'elenco di coloro che sono stati tirati in ballo include nove rumeni – quattro donne – residenti tra Castelvenere, San Salvatore Telesino, Faicchio, Solopaca e Santa Maria Capua Vetere. Puglianello, San Lorenzo Maggiore e ancora Castelvenere, invece, i centri nei quali abitano quattro cittadini italiani.
Nel mirino degli inquirenti sono finiti anche un giro di sostanze stupefacenti – cocaina, soprattutto- acquistate e poi vendute, e un'attività di prostituzione che sarebbe stata favorita e sfruttata. Clienti procacciati ed avviati al sesso a pagamento con una delle imputate ed altre due ragazze, tutte straniere, una delle quali all'epoca minore.
Gli imputati sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Ettore Marcarelli, Massimo Scetta, Fabio Russo, Alessio Iacobelli, Simona Barbone, Filomena Di Mezza, Vincenza Falco e Massimo Antonio Cielo.
