Da agosto è ai domiciliari, questa mattina ha chiesto che il suo processo venisse celebrato e non rinviato per ,l'emergenza Covid-19. Udienza dinanzi al giudice Maria Di Carlo e condanna a 4 anni e 6 mesi per Ferdinando De Rosa (avvocati Ettore Marcarelli e Massimiliano De Matteo), un 31enne di Telese Terme, già noto alle forze dell'ordine, che rispondeva di più reati, alcuni dei quali dichiarati estinti per la remissione della querela.
All'epoca, il giovane era stato colpito da un fermo di polizia giudiziaria, adottato dal sostituto procuratore Maria Dolores De Gaudio ed eseguito dai carabinieri della locale Stazione, per rapina, lesioni, stalking e tentata violazione di domicilio. Il provvedimento era stato convalidato dal gip Maria Ilaria Romano, che aveva poi disposto gli arresti in casa per l'allora 30enne, ritenuto responsabile di un episodio accaduto il 1 agosto del 2019. Quando si sarebbe avvicinato con il suo scooter alla macchina della ragazza alla quale era stato legato sentimentalmente per circa tre anni, che era in compagnia di un'amica.
Dopo aver aperto lo sportello, l'avrebbe trascinata con forza all'esterno, facendola finire sull'asfalto e strappandole il cellulare che stringeva tra le mani. Lo stesso giorno, poi, avrebbe raggiunto l'abitazione della malcapitata e lanciato alcuni regali che aveva ricevuto, inveendo contro di lei: ultimo atto di un comportamento, sostengono gli inquirenti, che andava avanti da un pezzo, da quando il rapporto si era interrotto. Da quel momento lui avrebbe iniziato a tormentarla con telefonate continue a tutte le ore, appostandosi sotto casa della ex, che per questo sarebbe stata costretta a trasferirsi a Napoli, presso una parente.
Il 10 luglio, avrebbe cercato, senza riuscirvi per l'intervento dei carabinieri di Solopaca, di buttar giù con pungi e calci un portone della dimora della donna. Condotte che De Rosa aveva provato a spiegare come reazione all'ostracismo che la famiglia di lei avrebbe opposto al loro legame.
