Giorno 2 anno Domini 2020. Non so se il destino mi assegnerà la possibilità di incrociare, se ci sarà, un nipote. Certo che vorrei abbracciarlo e stringerlo a me: accadesse, vorrebbe dire che la dea bendata mi ha baciato. Mi piacerebbe raccontargli i tantissimi errori che ho commesso, le poche cose buone che credo di aver fatto, e, soprattutto, ciò che è successo all'improvviso nelle nostre vite in questi mesi del 2020. Esistenze più o meno segnate dall'ansia del futuro, dal timore del presente.
Vite spese nell'incertezza, beati coloro che non l'hanno mai provata e non la provano, messe alle strette da un nemico invisibile ed insidiosissimo. Gli direi che ci aveva costretti a mettere ordine nelle nostre vite confuse, a fare i conti con l'irresponsabilità, a ripensare il nostro rapporto con le regole. Perchè in quel tempo, mentre chiedevamo ad alta voce che fossero durissime e stringenti per gli altri, ci organizzavamo per aggirarle e mostrarci più furbi.
Ci era sempre o quasi andata bene, ma poi non era stato più così. Gli ricorderei le imprecazioni contro quel maledetto Covid-19 che ci aveva obbligati a stare rintanati in casa e ad uscire solo per motivi urgenti. Mancava solo il maledetto, ad incasinare ulteriormente il mondo. Come se non fossero bastate già le preoccupazioni che ci assillavano, come se non fossero state già sufficienti le malattie contro le quali combattevamo, aggrappandoci disperatamente alla speranza che, ad un tratto, sparissero e ci restituissero la serenità che da tempo avevamo perso.
Mancavi solo tu, Covid-19, a rarefare ancora di più le nostre capacità di relazione. Ci guardavamo con sospetto l'uno con l'altro, provavamo a cogliere ogni accenno di un sintomo che potesse rappresentare un pericolo. Dovevamo stare a distanza l'uno dall'altro, camminavamo con la sensazione che qualcuno ci stesse seguendo per azzannarci. Contavamo i giorni, avevamo smesso di seguire costantemente la tv per evitare di ascoltare la contabilità quotidiana della morte, di guardare immagini che ci provocavano una stretta al cuore.
Avevamo rivalutato tutti coloro che i libri li avevano studiati a lungo, e non solamente esposti nel salotto perchè faceva chic, avevamo ringraziato, eccome se li avevamo ringraziati, medici e scienziati. Poi, un giorno, il buio era scomparso ed eri arrivato tu. Ed io avevo avuto la fortuna di poterti spiegare che ce l'avevamo fatta, nonostante molti di noi non conoscessero il significato del termine rispetto: per sé e per gli altri.
