Ha chiesto come stesse la moglie che pensava, quando aveva chiamato i carabinieri, di aver ucciso per le martellate alla testa che le aveva inferto. Non ricordo ciò che ho fatto, so soltanto che non ce la facevo più, ha sostenuto Teodoro Ialeggio, il 56enne ingegnere di Airola arrestato ieri sera dai carabinieri con l'accusa di tentato omicidio della coniuge – M. R. R., sua coetanea-, ricoverata in prognosi riservata al Rummo.
Difeso dall'avvocato Domenico Rossi, il professionista è comparso nella tarda mattinata in Tribunale, per l'udienza di convalida, dinanzi al gip Loredana Camerlengo, al quale ha raccontato una storia terribile. Quella di una coppia affetta da depressione – per il 16 aprile era stata prenotata, e poi rinviata per l'emergenza sanitaria, una visita psichiatrica all'Asl- che, sentendosi abbandonata da tutti, dopo aver chiesto aiuto senza riceverlo, era arrivata al punto di non alimentarsi più con regolarità.
Volevamo che venissero a prenderci a casa con la forza, ma non è accaduto, ha continuato. Una situazione familiare molto complicata, aggravata dalla decisione che la donna avrebbe preso: non sottoporsi più alla chemioterapia ordinata dopo un'operazione, a gennaio, per la rimozione di una neoplasia.
Voglio morire, avrebbe detto lei all'uomo che aveva sposato, precipitandolo in uno stato di profonda prostrazione, in una fragilità che all'improvviso era evidentemente esplosa. Il dramma, per fortuna sfiorato, nella loro abitazione di via Annunziata, riempita dalle urla della 56enne, colpita con un martello dal marito, che, riacquistata la lucidità, aveva poi cercato di togliersi la vita tagliandosi le vene dei polsi.
Al termine, così come proposto dal sostituto procuratore Francesco Sansobrino, la dottoressa Camerlengo ha confermato la custodia in carcere per l'indagato.
