Giorno 42 anno Domini 2020. Casi diversi, certo. Ma non è affatto un caso che siano 'deflagrati' in questo periodo nel quale tutti siamo costretti a stare in casa per contenere la diffusione del contagio da Covid-19. Cinque vicende rimbalzate all'onore delle cronache in sole tre settimane, in città ed in alcuni centri della provincia, con conseguenze, per fortuna, non drammatiche.
Storie di violenza e maltrattamenti tra le mura domestiche, purtroppo le più frequenti: epilogo di contrasti sicuramente non recenti, rimasti sedimentati a lungo ed esplosi mentre la convivenza è forzata. Mentre l'obbligo di rispettare la quarantena crea sempre più spesso le condizioni. Dobbiamo stare lontani dagli altri, ma siamo maledettamente vicini nelle nostre abitazioni, a contatto di gomito. Anche quello, urtato accidentalmente, può insorgere e ribellarsi, diventando il pretesto per dar fuoco alle polveri.
E quando la capacità di frenare le proprie pulsioni viene meno, quando l'esasperazione la fa da padrona e tracima all'improvviso, ecco che il conflitto si accende e degenera. Prima parole urlate a tutto spiano, poi il passaggio alle vie di fatto, con botte rifilate a mani nude o spesso armate di coltello e martello. E' fin troppo evidente che simili situazioni non riguardano soltanto coloro che perdono, o non hanno mai avuto, ogni forma di controllo.
La reclusione ha infatti reso tutti più fragili e nervosi, inevitabilmente, ma non tutti riescono a compensare la loro aggressività. E, sia chiaro, non è una giustificazione per determinate condotte che fanno vergognare ogni essere umano. Facile dire che abbiamo avuto la possibilità di riscoprire il senso dei nostri rapporti coniugali e familiari, di approfondirli e migliorarli. Non sempre il tempo volge al bello, non sempre il barometro annuncia l'assenza di precipitazioni.
Il guaio è che le restrizioni hanno fatto venire i nodi al pettine, hanno fatto emergere rancori che la possibilità di uscire, dedicarsi allo sport o ai momenti conviviali aveva contribuito a mettere temporaneamente da parte. Non eliminato, perchè è impossibile. Erano stati confinati in una dimensione neanche tanto nascosta, temperati da ritmi di vita che erano più o meno frenetici, ma che hanno subito, d'un tratto, un rallentamento pazzesco.
Siamo finiti preda della preoccupazione e dell'ansia, siamo stati costretti ad adattarci in fretta ad un nuovo regime, a comportamenti che neanche nel peggiore incubo avremmo mai immaginato di dover vivere. La pressione è aumentata vertiginosamente, ma ciò non significa che debba necessariamente sfociare in conflitti talmente devastanti da mettere a rischio un'esistenza.
E' quanto accaduto dalle nostre parti negli ultimi venti giorni, dinanzi ai nostro occhi sorpresi ma neanche tanto. Perchè certe vicende, conseguenza anche di legami già pesantemente traballanti, non rappresentano una novità, perchè il ricorso alla sopraffazione delle persone più deboli è una costante della vita. Con o senza il Covid-19.
