Ripresa attività giudiziaria, i magistrati: ecco cosa serve

Lettera a Bonafede, iniziativa di alcuni giovani magistrati Distretto Napoli. Oltre 350 adesioni

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Benevento.  

Una lettera al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, “contenente proposte e richieste, finalizzata a consentire la graduale e prudente ripresa delle attività giudiziaria in sicurezza ed efficienza”. E' l'iniziativa promossa da alcuni giovani magistrati del Distretto di Napoli, che subito ha raccolto in tutta Italia oltre 350 adesioni “senza alcuna caratterizzazione associativa-correntizia”.

Nel documento si richiedono “adeguate risorse economiche e che siano assunti atti di indirizzo politico i quali, oltre a garantire standard di sicurezza uniformi a livello nazionale, orientino le scelte che i dirigenti degli uffici giudiziari sono chiamati ad adottare sulla base della situazione dei singoli uffici”.

Sotto il profilo della tutela sanitaria, “si propone, oltre alla periodica sanificazione di tutti gli ambienti giudiziari ed alla manutenzione degli impianti di aria condizionata, anche la dotazione di adeguate forniture di materiale per la cura dell’igiene e l’adozione di misure volte a limitare il rischio di contagio”.

Quanto all’organizzazione giudiziaria, “viene sollecitata la dotazione a tutti i magistrati del settore penale della possibilità di sottoscrivere in forma digitale gli atti giudiziari nonché l’eliminazione, unicamente e limitatamente al solo periodo dell’emergenza, della trattazione orale e fisica di udienze in cui la presenza contemporanea delle persone nel medesimo luogo non è necessaria, con celebrazione dei processi mediante trattazione scritta ovvero mediante videoconferenza”.

Proposta anche “la limitazione degli accessi agli uffici per coloro la cui presenza non è indispensabile e la previsione di un numero massimo e contenuto di cause che possano essere trattate per ciascuna udienza”.

Viene definita di “fondamentale importanza”, infine, la richiesta “che anche al personale amministrativo sia consentito l’esercizio dell’attività lavorativa in forma telematica da casa, nonché la sollecitazione affinchè Ministro individui e proponga al Parlamento i processi ai quali dare la priorità nella trattazione, così da evitare la possibile difformità di indicazioni da parte dei Capi degli Uffici”.