Costretta a sniffare coca e a subire atti sessuali violenti

Rito abbreviato: 4 anni e 8 mesi ad un 41enne di San Bartolomeo in Galdo

costretta a sniffare coca e a subire atti sessuali violenti
Benevento.  

Da oltre sette mesi – dal 30 novembre del 2019 -è agli arresti domiciliari in una comunità di recupero a Roma, dove sta cercando di liberarsi dalle dipendenze, oggi è stato condannato. Quattro anni e 8 mesi, ed una multa di 20mila euro, contro i 4 anni e 4 mesi proposti dal pm Maria Gabriella Di Lauro. E' la pena stabilita dal giudice Maria Di Carlo nel rito abbreviato a carico di un 41enne di San Bartolomeo in Galdo (la mancata indicazione delle generalità complete serve a tutelare la parte offesa ndr) accusato di maltrattamenti, stalking, lesioni, violenza sessuale, cessione di stupefacenti e violenza privata. Condotte delle quali avrebbe fatto le spese la moglie, parte civile con l'avvocato Vincenzo Regardi, alla quale l'imputato, difeso dall'avvocato Alfonso Fiorilli, dovrà risarcire i danni in separata sede.

Si tratta di una vicenda delicatissima che Ottopagine aveva raccontato nel settembre dello scorso anno, dando conto dell'avvio di un'indagine diretta dal sostituto procuratore Maria Dolores De Gaudio ed affidata ai carabinieri della locale Compagnia. E' a loro che la donna si era rivolta per denunciare il clima di paura e vessazioni nel quale viveva per i comportamenti del coniuge. Iniziati a giugno, sarebbero andati avanti fino asettembre del 2019 tra aggressioni fisiche e verbali che l'uomo avrebbe compiuto sotto l'effetto della droga e dell'alcol.

Oltre a minacciarla per farsi consegnare i soldi per acquistare la 'roba', l'avrebbe accusata falsamente di aver preso parte ad un video pornografico che lui sosteneva di aver visto in rete, e che le avrebbe mostrato alla presenza della suocera della malcapitata. La situazione era degenerata il 26 settembre, quando l'avrebbe colpita con uno schiaffo e l'avrebbe afferrata per il collo, sollevandola da terra. Poi le avrebbe infilato due dita in gola, provocandole un forte senso di soffocamento, e l'avrebbe ferita ad un labbro. Lei, terrorizzata, aveva abbandonato l'abitazione e si era rifugiata dai genitori, ma lui avrebbe continuato a tormentarla.

Non è finita, nel mirino degli inquirenti anche altre circostanze: premendole le mani sulla nuca, il 41enne avrebbe imposto alla consorte di sniffare cocaina per allentare i suoi freni inibitori, quindi l'avrebbe costretta a subire, anche con l'uso di oggetti, pratiche sessuali violente.