De Iasio: no al tampone in carcere, già fatto. E resta muto

Inchiesta denaro falso, interrogato 69enne. In attesa estradizione da Francia, scarcerato fratello

de iasio no al tampone in carcere gia fatto e resta muto
Benevento.  

Da qualche parte, evidentemente, è scritto che debba far parlar di sé sempre e comunque, e al di là delle vicende giudiziarie nelle quali è rimasto impigliato nel tempo. E' il destino di Franco Domenico De Iasio, 69 anni, di Benevento, una vecchia conoscenza delle forze dell'ordine, una delle quarantaquattro persone arrestate o colpite da un obbligo nell'inchiesta del procuratore aggiunto Giovanni Conzo, del sostituto  Flavia Felaco e dei  carabinieri su un traffico di banconote e monete false in Italia e all'estero.

Questa mattina, collegato da remoto, non senza difficoltà, dal carcere di contrada Capodimente, dove è detenuto da mercoledì – presente l'avvocato Antonio Leone -, si è avvalso della facoltà di non rispondere al gip Gelsomina Palmieri, la cui firma compare in calce al provvedimento restrittivo. Un appuntamento che nel caso di De Iasio si era però complicato in precedenza, rischiando di essere procrastinato di un paio di settimane, perchè l'indagato non aveva voluto sottoporsi al tampone per la ricerca del Covid-19, innescando l'inevitabile comunicazione dei vertici della struttura al giudice, che aveva dunque disposto per lui un periodo di isolamento.

Una impasse superata dall'intervento della difesa, che ha fatto notare come quello di Iasio non fosse stato un rifiuto, essendo stato allo stesso già praticato il tampone durante un ricovero all'ospedale Rummo, dal quale è stato dimesso il 2 luglio. L'avvocato Leone ha prodotto una serie di documenti sullo stato di salute del suo assistito, chiedendo l'eventuale nomina di un consulente che ne accerti l'incompatibilità con il regime carcerario.

De Iasio è indicato come l'ideatore di un gruppo dedito allo smercio, "di concerto con falsari o fornitori di elevata caratura, di considerevoli quantità di banconote false destinate all'intero territorio nazionale". Lo stesso De Iasio, poi, avrebbe promosso la realizzazione di una rete distributiva in Francia (e Belgio) che sarebbe stata gestita dal fratello Gerardo (anch'egli rappresentato dall'avvocato Leone), 56 anni, domiciliato a Parigi, che, ascoltato da un giudice transalpino, è stato scarcerato, in attesa dell'estradizione.

Il 69enne viene chiamato in causa anche per un secondo guppo,  messo su da una persona nel frattempo deceduta, che  avrebbe promosso accettando di ricevere la carta filigranata e muovando i suoi conttati per reperire gli stampatori delle banconote.

Infine, a De Iasio viene attribuito uno dei due capitoli relativi agli stupefacenti - nessuna ipotesi associativa  riguarda la cessione di 14 grammi di cocaina a Benevento e San Giorgio del Sannio tra il 2 e il 4 maggio del 2019, in concorso con un 28enne di San Nicola Manfredi per il quale è stata respinta la richiesta di misura cautelare.