Masone va agli arresti in casa, Taddeo all'obbligo di firma

Entrambi coinvolti nell'indagjne sulle banconote false: lui era in carcere, lei ai domiciliari

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Benevento.  

L'obbligo di firma per lei, che era agli arresti in casa, ai quali, ora, è sottoposto lui, che era invece finito in carcere. E' quanto disposto dal gip Gelsomina Palmieri, rispettivamente, per Vincenzina Taddeo, 51 anni, e Pompeo Masone, 55 anni, di San Giorgio del Sannio-  difesi dagli avvocati Gerardo Giorgione e Vittorio Fucci-, tirati in ballo dall'indagine su un traffico di banconote e monete false in Italia e all'estero.

Masone e Taddeo, in particolare, sono indicati come coloro che si sarebbero occupati dello smercio sul versante sannita-irpino, per conto del gruppo di Franco De Iasio. Masone era rimasto in silenzio dinanzi al gip, al quale aveva inviato una lettera, mentre Taddeo aveva risposto e respinto ogni addebito.