Nessun elemento su riciclaggio, annullato sequestro Ciccopiedi

La decisione del Riesame dopo la pronuncia della Cassazione

nessun elemento su riciclaggio annullato sequestro ciccopiedi
Benevento.  

Annullato dal Riesame, chiamato nuovamente a pronunciarsi dopo l'accoglimento del ricorso presentato dalla difesa alla Cassazione contro l'iniziale conferma dello stesso Riesame, il sequestro di documenti, telefonini e computer operato dalla guardia di finanza il 23 settembre dello scorso anno in un'indagine a carico dell'avvocato- imprenditore Giuseppe Ciccopiedi, 67 anni, di Benevento, dei due figli e della moglie, difesi dagli avvocati Andrea e Matteo De Longis junior.

Il provvedimento, come si ricorderà, era stato adottato in una inchiesta che, diretta dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo e dal sostituto Assunta Tillo, e coordinata dal procuratore Aldo Policastro, ha ipotizzato gli addebiti di evasione fiscale e riciclaggio. Sono stati prospettati nell'ambito di una attività investigativa che, partita da un accertamento di natura fiscale portato a termine qualche mese da, avrebbe messo nel mirino la presunta mancata presentazione delle dichiarazioni dei redditi per gli anni dal 2014 al 2017 ed il destino dei soldi che non sarebbero stati versati all'Erario. Denaro – l'importo non sarebbe stato quantificato - che sarebbe stato impiegato altrove, di qui la contestazione di riciclaggio e l'attenzione puntata anche su una società bulgara.

Nel motivare la sua scelta di annullare il sequestro, dopo averlo rivalutato alla luce dei principi evidenziati dalla Cassazione, il Riesame afferma che non può ritenersi “sussistente il fumus commissi delicti”, ribadendo che “in primis nessun elemento risulta dedotto in ordine all'esistenza del riciclaggio”. Quanto ai reati finanziari, “contestati cumulativamente a tutti gli imputati , non può non rappresentarsi come gli elementi rappresentati dalla pubblica accusa, pur significativi di un elevato tenore di vita, non consentano di andare al di là di un mero sospetto, non essendo possibile, in mancanza di ulteriori approfondimenti approfondimenti (quali, ad esempio, le movimentazioni bancarie), nemmeno ipotizzare la reale entità delle eventuale evasione e quindi il raggiungimento delle soglie di punibilità previste dalle norme”.

Inoltre, scrivono i giudici, “il quadro prospettato dall'accusa si appalesa estremamente incerto in ordine alla possibilità di individuare le specifiche condotte contestate a ciascun indagato”.