"In questi giorni le Organizzazioni Sindacali che rappresentano gli agenti di polizia penitenziaria degli Istituti di Benevento e di Airola hanno fatto pervenire alla stampa notizie riguardanti “rivolte” e “proteste” che in questi giorni hanno movimentano la vita e il lavoro in questi luoghi. Le informazioni in mio possesso, confermate anche dai rappresentanti dell’Amministrazione Penitenziaria rivelano che: nel caso di Benevento alcuni disordini si sono verificati con due detenuti che rifiutavano l’isolamento. Per quanto riguarda invece i ristretti nell’Istituto penitenziario minorile di Airola il tema delle proteste risulta riguardare le misure di protezione e distanziamento durante i colloqui, e non come dichiarato dalla mancanza di una gestione stabile dell’Istituto". Così il garante regionale per i detenuti, Samuele Ciambriello interviene dopo che ieri nel carcere di contrada Capodimonte si era registrato un evento critico con cinque poliziotti feriti, almeno come reso noto prima dall'Osapp, poi anche da altri sindacati.
Secondo il garante Ciambriello invece "Si tratta dunque di fenomeni circoscritti e circostanziati che pur dimostrando un disagio e un allarme da non sottovalutare, non sembrano assumere le dimensioni totalizzanti che emerge dai comunicati. Da sempre, infatti mi batto affinché sia implementato il numero del personale di polizia penitenziaria che svolge un ruolo cruciale nelle più svariate attività della vita intramuraria. Tuttavia, questo momento critico risulta gravato dal grande numero di coloro che per diverse motivazioni, tra cui il principale risulta essere la malattia, non si recano a lavoro, sovraccaricando ulteriormente un sistema già stressato. Fenomeno, quello delle assenze giustificate, che anche a causa dell’emergenza Covid, ha registrato un notevole incremento nell’appena trascorso periodo estivo.
Come sempre il mio invito è quello di andare più a fondo nella lettura dei fenomeni che caratterizzano il pianeta carcere; il senso di abbandono che gli agenti denunciano deve sicuramente ottenere risposta dalle istituzioni, evitando ogni strumentalizzazione tesa a far valere le ragioni degli uni piuttosto che degli altri. Non bisogna dimenticare - conclude ciambriello - che il carcere è un sistema a più variabile che in quanto tale necessita di equilibrio tra le diverse domande che lo popolano".
