Centinaia di chiamate in 4 mesi, nessuna il giorno del delitto

Omicidio Matarazzo a Frasso Telesino, l'analisi dei tabulati dei due imputati

centinaia di chiamate in 4 mesi nessuna il giorno del delitto
Benevento.  

Da una parte il versamento di una somma di denaro che per gli inquirenti sarebbe il corrispettivo per il contributo alla commissione dell'omicidio; dall'altra i dati del Gps, le intercettazioni, anche con il trojan, e l'analisi delle celle telefoniche.

Sono gli argomenti sui quali hanno deposto l'appuntato della guardia di finanza Beniamino Martino, il brigadiere Giovanni De Simone e il maresciallo maggiore dei carabinieri Ferdinando Bruno, ascoltati oggi nel processo sul delitto di Giuseppe Matarazzo, il 45enne pastore di Frasso Telesino ammazzato a colpi di pistola il 19 luglio del 2018 dinanzi alla sua abitazione alla contrada Selva.

Due gli imputati: Giuseppe Massaro (avvocati Angelo Leone e Mario Palmieri), 57 anni, di Sant'Agata dei Goti, e Generoso Nasta (avvocati Orlando Sgambati e Angelo Raucci), 32 anni, di San Felice a Cancello.

Nasta è accusato di aver guidato la Croma usata per l'omicidio, che Massaro avrebbe fornito al pari della pistola 357 magnum -gli era stata ritirata per una discrasia del numero di matricola-, dalla quale, secondo una consulenza balistica, erano stati esplosi almeno cinque colpi contro la vittima, i cui familiari, parti civili, sono rappresentati dagli avvocati Antonio Leone e Tullio Tartaglia.

I tre militari hanno risposto alle domande del pm Francesco Sansobrino e dei legali su una serie di circostanze. Ad iniziare dal deposito in banca di 13mila euro effettuato a più riprese dalla figlia di Massaro, tra il 25 luglio e il 24 settembre. Secondo la donna, risparmi e regali che aveva deciso di non custodire più tra le pareti domestiche dopo un raid dei ladri a giugno.

Quanto al traffico telefonico, è emerso che tra il 23 giugno ed il 22 ottobre le chiamate, in entrata ed in uscita, tra Massaro e Nasta erano state 481. Nessun contatto, invece, nel giorno dell'omicidio.

Come più volte ricordato, un mese prima di essere ucciso Matarazzo aveva terminato di scontare una condanna a 11 anni e 6 mesi perchè riconosciuto responsabile di abusi sessuali ai danni della 15enne che il 6 gennaio del 2008 si era tolta la vita impiccandosi ad un albero. Una vicenda che, a detta dell'accusa, fa da sfondo e rappresenta il movente di un delitto per il quale mancano ancora all'appello il mandante e l'esecutore.

Il processo dinanzi alla Corte di assise proseguirà il 30 settembre, quando sarà la volta dei consulenti del Pm che hanno eseguito l'autopsia e le analisi balistiche, e il 13 ottobre.