I cavalli di razza, gli asini raglianti e il ciuccio che vola

A proposito di polemiche

i cavalli di razza gli asini raglianti e il ciuccio che vola
Benevento.  

Reazioni ufficiali degli “asini raglianti” non ce sono fin qui state. Certo che avrebbero potuto protestare, gli asini, contro il sindaco Clemente Mastella che ha fatto riferimento alla loro specie per definire coloro che lo attaccano. E invece niente: solo silenzio. Meglio così dopo il profluvio di chiacchiere che hanno preceduto e seguito le elezioni regionali. Tutti hanno vinto o quasi, figurarsi Mastella che ha piazzato a Palazzo Santa Lucia un suo fedelissimo.

Un risultato che ha accompagnato con la richiesta di essere chiamato mister 100mila voti, alimentando un protagonismo che da sempre lo connota. In fondo, a pensarci bene, lui nelle polemiche ci sguazza a meraviglia. E' accaduto con Salvini quando ha fatto tappa a Benevento – ricordate la storia della multa per il mancato uso della mascherina?-, adesso il primo cittadino deve invece 'accontentarsi' di scontri che riguardano questioni legate alla città che amministra.

Un vestito che sembra stargli stretto, meglio una dimensione più ampia, magari attraverso una vetrina nazionale. Gliel'hanno offerta 'Le iene', con uno dei soliti servizi in cui a prevalere è soprattutto la valenza ironica. Mastella, che ben lo sa, non si è sottratto ed ha sfoderato le sue armi migliori, illustrando le traiettorie zigzaganti che da decenni disegna con il suo movimentismo. Il centro è il punto di partenza, ha sostenuto, poi un salto a destra, un altro a sinistra e, infine, un doppio carpiato per ritornare alla base e ricominciare. Obiettivo: evitare di essere “fottuto” e proseguire una carriera politica che tra alti e bassi l'ha visto schierato su più fronti.

Apriti cielo: è bastata la messa in onda della trasmissione per scatenare il putiferio. I social sono stati invasi dall'indignazione, le prese di posizione si sono sprecate. Tutti a rinfacciargli una capacità trasformistica, tutti a rivendicare la propria coerenza. Sono gli stessi, in molti casi, che hanno votato e continuano a votare partiti che si sono alleati con i loro peggiori avversari, o hanno appoggiato governi nei quali , oltre ai loro beniamini, c'erano personaggi ingombranti e discussi grazie ai quali, però, era stato acciuffato il potere nelle sue molteplici forme.

E allora sarà il caso di evitare lezioncine di moralismo, lo stesso che poi viene usato, ribaltato, per giustificare le proprie scelte. Come se non sapessimo che la lotta è solo quella per la sostituzione di un interesse con un altro, per occupare ogni strapuntino liberato da coloro che c'erano seduti fino a quel momento. I meccanismi si perpetuano, inutile far finta di sorprendersi mentre si attende che arrivi anche il proprio turno. O davvero credete che la politica, tranne rare eccezioni, sia qualcosa di diverso?

La differenza la fa la dose egoismo di chi scende nell'agone: si esaurisce tutta nel raggiungimento di un obiettivo personale o lascia spazio anche alla cura dell'interesse pubblico, alla ricerca di soluzioni per una comunità? Mastella campione di trasformismo? D'accordo, ma sbagliate se immaginate che non abbia epigoni che da sempre studiano per imitarne i comportamenti. “Non temo Berlusconi in sé, temo Berlusconi in me”, disse alcuni anni fa Giorgio Gaber. Mastella non è l'asino di Buridano, che morì per l'incapacità di scegliere tra due mucchi di fieno; lui decide, nel bene e nel male, offrendosi al giudizio di chi ne scruta le mosse e lo critica legittimamente. Cavalli di razza contro asini raglianti? Meglio lasciar perdere, altrimenti si rischia di scivolare nel 'ciuccio che vola'.

P.S. A scanso di equivoci: non ho mai votato Mastella, che non incrocia le mie simpatie politiche, e non sopporto il pregiudizio, da qualunque coro provenga.