E' il macigno che pesa sul dibattimento: in che modo sarà possibile la formazione dell'eventuale prova senza tener conto dei risultati delle analisi delle acque, ritenuti inutilizzabili perchè i prelievi della Forestale sono stati eseguiti non in contraddittorio, senza, cioè, aver avvisato i sindaci interessati, in modo da permettere a ciascuno di loro la nomina di un consulente? E' l'interrogativo che aleggia sul processo a carico di 23 primi cittadini - in carica o che lo sono stati - chiamati in causa dall'inchiesta diretta dal sostituto procuratore Antonio Clemente, e condotta, appunto, dal Corpo forestale, sull'inquinamento dei fiumi Calore, Sabato e Isclero. Un processo che si annuncia dunque complicato, la dimostrazione è arrivata nel corso dell'udienza di ieri, quando è stato ascoltato l'agente che aveva condotto le indagini: le risposte alle domande che gli ha posto il pm Donatella Palumbo hanno inevitabilmente incrociato l'opposizione delle difese, al punto che l'investigatore, per spiegare da cosa avesse desunto l'inquinamento dei corsi d'acqua, ha affermato di aver notato una moria di pesci. La sua deposizione è durata per questo pochi minuti, poi il rinvio al 18 febbraio. L’elenco degli imputati include Biagio Supino (Airola dal 2001 al 2011); Fausto Pepe, primo cittadino di Benevento; Rai mondo Mazzarelli (Casalduni); Giuseppe Bozzuto (Castelpagano); Gian carlo Schipani (Castelpoto - fino al 2011); Antonio Orlacchio (Cautano); Giuseppe Fuggi (Cautano - dal 2004 al 2009); Alessandro Crisci (Durazzano); Antonio Stasi (Durazzano- dal 2005 al 2008); Giovanni Mastrocinque (Foglia nise); Cos tantino Fortunato (Morcone); Rosario Spatafora (Morcone -dal 2001 al 2007); Rosario Antonino (Pago Veiano - dal 2001 al 2007); Angelo Aceto (Paupisi); Domenico Ventucci (Ponte); Mario Meola (Ponte - dal 1999 al 2009); Giorgio Nardone (San Giorgio del Sannio - dal 2001 al 2011); Angelo Ciampi (San Mar tino Sannita); Michele De Figlio (San Martino Sannita - dal 2004 al 2009); Angelo Parrella (San Nicola Manfredi - dal 2006 al 2010); Pompilio Forgione (Solopaca - dal 2001 al 2011); Giovanni Cutillo (Torrecuso); Francesco De Nigris (Torrecuso - dal 2004 al 2009). Avviata nell'ottobre del 2010, l'inchiesta è stata corredata da relazioni dell’Arpac e dell’Istituto superiore di sanità e da una consulenza tecnica che ha ricostruito lo stato in cui versano i corsi d’acqua. Nel mirino degli inquirenti è finita la situazione creata dallo scarico di acque non depurate o depurate in modo non corretto. Tutto ciò avrebbe determinato uno stato di inquinamento, con conseguenze facilmente immaginabili per terreni e colture. Inizialmente erano stati coinvolti altri ventotto primi cittadini: per tredici di loro era arrivata l’archiviazione, per gli altri quindici il proscioglimento, deciso dal gup Sergio Pezza. Che nella stessa occasione aveva disposto il rinvio a giudizio dei sindaci dei centri privi di depuratore o, anche con l'impianto per il trattamento delle acque, per la presenza di scarichi abusivi.
di Enzo Spiezia
