Un sindaco, un padre ed una figlia, entrambi in forza al Comune. Ruota attorno a queste tre figure la vicenda, al centro anche di esposti anonimi, per la quale il pm Assunta Tillo ha chiesto il rinvio a giudizio di Claudio Cataudo, 51 anni, primo cittadino di Ceppaloni dal 2008 al giugno del 2018, Giovanni Barone, 72 anni, e Maria Grazia Barone, 41 anni.
Per tutti l'accusa di abuso d'ufficio, prospettata rispetto al presunto “ingiusto vantaggio patrimoniale” provocato a Maria Grazia Barone: 21mila e passa euro lordi, che avrebbe percepito dal 2016 al 2018 a titolo di indennità di posizione “per l'incarico di dirigenza dell'Area economico finanziaria che di fatto veniva svolto dal padre”.
Nel mirino dell'indagine, condotta dalla Squadra mobile e dai carabinieri della sezione di Pg presso la Procura, una storia che inizia il 1 ottobre del 2015, quando il ragioniere Giovanni Barone va in pensione. Pochi giorni più tardi, il 9 ottobre, il sindaco gli conferisce l'incarico dirigenziale dell'Area economico finanziaria . Ha la durata di un anno ed è a titolo gratuito: secondo la ricostruzione degli inquirenti, scaduto il 9 ottobre del 2016, viene dato, il giorno dopo, alla figlia Maria Grazia, che dal 15 settembre è stata assunta dopo aver vinto il concorso per vice segretario.
Tutto ciò- sostiene l'accusa – “nella consapevolezza che di fatto tale incarico sarebbe stato esercitato dal padre in quanto allo stesso, in pari data, era stato conferito l'incarico a titolo gratuito avente ad oggetto attività di studio e consulenza a supporto dell'Area economico finanziaria, di fatto prorogando il precedente incarico”. Dal canto suo, Maria Grazia Barone, avrebbe omesso di “astenersi in presenza di un interesse proprio e del prossimo congiunto”, e con una determina del 23 novembre del 2016 avrebbe delegato tutte le funzioni tipiche del suo incarico dirigenziale dell'Area economico finanziaria al padre, “residuando in capo alla stessa soltanto le funzioni relative alla gestione del personale, in realtà già rientranti nell'incarico di vice segretario generale”.
Questa mattina la discussione dinanzi al gup Vincenzo Landolfi: il pm Marilia Capitanio ha insistito per il rinvio a giudizio, gli avvocati Marcello D'Auria, Sergio Rando, Giacomo Papa e Andrea De Longis junior per la dichiarazione di non luogo a procedere nei confronti dei loro assistiti. Nelle prossime ore la decisione.
AGGIORNAMENTO
Il fatto non sussiste. E' la formula con la quale il gup Vincenzo Landolfi ha deciso il non doversi procedere nei confronti di Cataudo e dei due Barone.
