Tentato omicidio, condanna definitiva: Morante si costituisce

16 anni al 52enne di Benevento per il ferimento del commerciante sangiorgese

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Benevento.  

La condanna era diventata definitiva qualche giorno fa, dopo la pronuncia della Cassazione. Questa mattina si è presentato direttamente presso il carcere di Ariano Irpino, atteso da una pena di 16 anni. E' quella che deve scontare Renato Morante, 52 anni, di Benevento, riconosciuto colpevole del tentato omicidio di di Roberto De Santis, il titolare di un pub a San Giorgio del Sannio che l'11 maggio del 2008 era stato gravemente ferito con sei colpi di pistola mentre era in auto.

In libertà dall'agosto del 2016 per decorrenza dei termini, dopo una detenzione di poco più di quattro anni, e non sottoposto dal 2017 alla sorveglianza speciale, Morante, difeso dagli avvocati Carmine Monaco e Paolo Piccialli, era stato condannato dal Tribunale di Benevento, nel luglio del 2012, a 16 anni e 9 mesi, confermati in appello. Una decisione annullata dalla Cassazione, che aveva rispedito gli atti nuovamente ai giudici di secondo grado, che avevano ridotto la pena di alcuni mesi.

A seguire, il ricorso della difesa, respinto dalla Cassazione, e il passaggio in giudicato della sentenza su una vicenda al centro di due processi. Il primo si era concluso il 19 maggio del 2010, quando il Tribunale, invece della sentenza a carico di Morante, aveva letto un'ordinanza con la quale aveva disposto la trasmissione degli atti alla Procura per la riformulazione del profilo dell'accusa e la definizione del ruolo della moglie di Morante. Una scelta evidentemente adottata alla luce degli elementi prodotti dalla difesa, che aveva sostenuto che Morante non aveva sparato.

Aveva infatti dato esito negativo lo 'stub' (permette di rilevare tracce di polvere da sparo sulle mani) al quale era stato sottoposto all'epoca dopo essere stato prelevato dalla sua abitazione, dove si trovava ai domiciliari. Il commerciante aveva fatto intendere ai carabinieri di aver individuato in lui l'uomo che, col volto coperto da un calza, aveva fatto fuoco. Di qui un nuovo giudizio terminato nel luglio 2012 con l'assoluzione della coniuge, Maria Luisa Colarusso, e la condanna di Morante, come detto ribadita in appello.

La Procura ha sempre sostenuto che il ferimento di De Santis sarebbe sotteso da ragioni passionali: Morante sarebbe stato geloso di tutti coloro che in passano avevano frequentato la coniuge. Una prospettazione sempre respinta da Morante, che in aula aveva spiegato che i rapporti con De Santis erano stati buoni fino al '99, e che poi si erano deteriorati in seguito ad una rissa. Nella stessa occasione aveva anche precisato che tra il 2004 ed il 2005 De Santis avrebbe cominciato a manifestare un malumore nei suoi confronti perchè non riusciva a rilevare un bar nel quale lui dava una mano. Un movente, quello della gelosia, ipotizzato dalla Procura, che non ha trovato riscontro in nessun processo, anzi è stato escluso. La stessa parte offesa aveva escluso ogni relazione oggetto di gelosia.

La Corte di appello deve invece ancora esprimersi su una condanna a 12 anni per armi. Morante è stato invece assolto dall'accusa di tentato omicidio del cognato e di Giovanni Vesce, 40 anni, di San Giorgio del Sannio, morto nell'agosto del 2006, a distanza di tre anni da quei colpi di pistola che lo avevano gravemente ferito, spedendolo su una sedia a rotelle.