"Mi ha palpeggiato". "E' falso": medico rinviato a giudizio

A maggio il processo per un sanitario chiamato in causa per un episodio del 2017

mi ha palpeggiato e falso medico rinviato a giudizio
Benevento.  

I suoi difensori – gli avvocati Marcello D'Auria e Camillo Cancellario – hanno insistito perchè venisse dichiarato il non luogo a procedere per l'insussistenza dell'accusa, ma il gup Vincenzo Landolfi è stato di diverso avviso. Ed ha spedito a giudizio, così come aveva chiesto la Procura – in aula il pm Maria Dolores De Gaudio-, il dottore Angelo Rosa, 62 anni, di Ceppaloni, chiamato in causa per una presunta violenza sessuale. Un'imputazione per la quale il medico, nel febbraio del 2019, era stato interdetto per dodici mesi dall'esercizio della professione: una misura disposta dal Riesame, al quale si era rivolto il sostituto procuratore Marilia Capitanio dopo il rifiuto del gip Loredana Camerlengo all'adozione degli arresti domiciliari nei suoi confronti.

I fatti risalgono alla tarda serata dell'8 agosto del 2017, quando una 22enne si era recata presso la guardia medica di Apice, dove era in servizio il dottore Rosa, perchè lamentava una lombosciatalgia. Ai carabinieri la ragazza aveva raccontato di essersi distesa sul lettino dell'ambulatorio e di essere stata visitata dal sanitario, che le avrebbe consigliato un'ecografia. Il medico le avrebbe chiesto di togliersi il reggiseno e se avesse mai fatto una visita ginecologica, lei avrebbe risposto di no.

A quel punto, lui le avrebbe abbassato i pantaloni della tuta e l'avrebbe toccata nelle parti intime, scatenando la reazione della ragazza, che si sarebbe alzata di scatto e sarebbe andata via. La 22enne era poi tornata in compagnia di una sorella, che, evidentemente allarmata, al medico aveva domandato cose le avesse fatto, ricevendo come risposta l'invito a farla sottoporre ad altri accertamenti.

La denuncia della giovane aveva innescato un'inchiesta sfociata in una misura interdittiva a carico dell'allora 61enne, che ha sempre respinto ogni addebito, rivendicando la correttezza del suo operato ed escludendo di aver costretto la donna, come afferma la Procura, a subire atti sessuali. Questa mattina la celebrazione dell'udienza preliminare, con il giudice che ha stabilito che la vicenda debba approdare al vaglio del dibattimento: il processo partirà il 27 maggio del prossimo anno.