Procaccini, "un fedelissimo pronto a sacrificarsi per il capo"

Lunedì l'interrogatorio del 64enne di Cautano, ai domiciliari nell'inchiesta della Dia di Firenze

procaccini un fedelissimo pronto a sacrificarsi per il capo
Benevento.  

Un “fedelissimo trasferitosi nel 2017 in pianta stabile a Chianciano Terme, pronto persino a sacrificarsi per il suo capo”. E così che il gip del Tribunale di Firenze, Alessandro Moneti, descrive nelle 140 pagine dell'ordinanza Luigi Procaccini, 64 anni, di Cautano, finito ai domiciliari in una inchiesta della Dia sfociata nella custodia in carcere applicata a Luigi Pergamo, 44 anni, imprenditore, e negli arresti in casa disposti anche per la moglie di Pergamo, Carmela Ciminelli, 38 anni, avvocato, ed un quarto indagato ancora non rintracciato.

Dieci le persone chiamate complessivamente in causa, tra loro due notai fiorentini nei confronti dei quali è stata chiesta la sospensione dall’esercizio di un pubblico servizio o ufficio che verrà applicata dopo l’interrogatorio. Quello di Procaccini, difeso dall'avvocato Antonio Leone, si svolgerà lunedì prossimo, per rogatoria, dinanzi al gip del Tribunale di Benevento, Gelsomina Palmieri.

Nel mirino degli inquirenti, come è noto, una presunta associazione per delinquere, di cui Pergamo è ritenuto il vertice, finalizzata alla commissione di vari delitti di natura patrimoniale e tributaria. Attenzione puntata sulla «spoliazione, sistematica, di beni», in particolare di strutture alberghiere. Hotel all’interno dei quali si sarebbe fatto anche ricorso al caporalato, con lavoratori costretti a lavorare fino a 12 ore al giorno per 500/800 euro al mese, senza riposi o ferie e senza contributi. Tutti lavoratori italiani, eccetto un giovane iraniano con un permesso di soggiorno per motivi di studio.

Procaccini è considerato dagli inquirenti un partecipe della supposta organizzazione, con il ruolo di prestanome di Pergamo nella gestione di quattro società attraverso le quali sarebbe stata realizzata una consistente evasione fiscale. Il 64enne, fermato a Cautano, dove gli è stata notificata la misura restrittiva, avrebbe inoltre assunto il controllo di quattro alberghi a Chianciano Terme.