Villa Margherita, in arrivo consulenza su cartelle pazienti

Circa 300 quelle vagliate dai tre specialisti incaricati dalla Procura

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Benevento.  

La sensazione è che siano ormai in prossimità dell'ultima curva, quella che porta dritto al rettilineo finale ed al traguardo. Sono pronti a tagliarlo, concludendo il loro lavoro nel giro di qualche settimana, il medico legale Emilio D'Oro e i professori di Igiene e sanità pubblica Guido Maria Grasso e Marcello D'Errico, delle Università del Molise e delle Marche, i tre consulenti nominati nell'inchiesta che il procuratore Aldo Policastro ed i sostituti Francesco Sansobrino e Maria Colucci stanno conducendo su Villa Margherita, il centro di riabilitazione di contrada Piano Cappelle, alle porte di Benevento., che da anni rappresenta un punto di riferimento, non solo provinciale, nel settore in cui opera.

Ai tre specialisti è stato affidato alcuni mesi fa il compito, inevitabilmente non semplice, di analizzare circa 300 cartelle cliniche. Riguardano i pazienti che sono stati ricoverati nella struttura prima e dopo l'esplosione del focolaio di diffusione del contagio da Covid-19. Una documentazione corposa, da vagliare con la massima attenzione: casi difficilmente assimilabili per la loro specificità, al centro di valutazioni che supporteranno, poi, lo sforzo degli inquirenti, e che per questo hanno bisogno di tempi che nessuna forma di qualunquismo pubblicistico a buon prezzo potrà mai accelerare,

Si tratta di un'indagine che nutre, ovviamente, la legittima e comprensibile ansia di giustizia dei familiari delle dodici vittime, in attesa di capire cosa sia capitato ai loro cari. Facevano parte del gruppo di ventiquattro degenti che per le loro condizioni erano stati subito trasferiti dalla clinica all'ospedale Rummo.

La situazione registrata a Villa Margherita era rimbalzata all'attenzione dell'opinione pubblica lo scorso 24 marzo, accompagnata da una serie di polemiche, anche di natura politica. Il mirino della Procura è però puntato anche sul periodo precedente, per provare a stabilire se, prima dell'arrivo di un ospite da Avellino, ce ne fossero già già altri con sintomi riconducibili a quelli del Covid-19, e se siano state attuate e rispettate le linee guida. Quattro, allo stato, le persone chiamate in causa: si tratta dei vertici di Villa Margherita, 'avvisati' lo scorso 30 aprile con le ipotesi di reato, a vario titolo, di epidemia colposa, omicidio colposo e lesioni colpose.

Un atto che si era reso indispensabile per acquisire il materiale necessario a proseguire l'indagine dei carabinieri della Compagnia di Benevento, integrata dalle deposizioni, registrate telefonicamente durante il lockdown, degli operatori che avevano dovuto lasciare il lavoro ed osservare la quarantena.

Oltre che su Villa Margherita, la lente della Procura è allungata anche, rispetto alla gestione dell'emergenza e alle misure di prevenzione, sulle strutture sanitarie pubbliche e private del Sannio e del circondario (Ariano Irpino) sul quale ha competenza l'ufficio inquirente sannita, destinatario di denunce ed esposti presentati a più riprese da privati ed associazioni.